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La Botrytis cinerea è un fungo della famiglia delle sclerotiniaceae, patogeno comune su molte varietà vegetali, caratterizzato da un’elevato numero di conidi ialini ubicati sui conidiofori, strutture ramificate caratteristiche e ben visibili in caso di infezione.
I conidi vengono dispersi dal vento e dall’acqua piovana e provocano nuove infezioni, predilige ambienti caldi e umidi.
Botrytis cinerea è capace di notevole variabilità genetica che, grazie anche alla velocità di diffusione e di moltiplicazione la rende estremamente capace di formare popolazioni resistenti ad antibotritici chimici!
Un altro problema in condizioni climatiche avverse, specialmente dopo una stagione molto siccitosa e calda sono i marciumi, primo fra tutti il marciume acido.
A seguito di temporali intensi o grandinate violente, gli acini si spaccano facendo fuoriuscire liquidi, ambiente perfetto per funghi e batteri inquinanti, specialmente lieviti apiculati, ossidativi e batteri acetici.
In condizioni estremamente favorevoli, Botrytis e marciume acido possono arrecare danni enormi in poco tempo.
In condizioni favorevoli botrytis danneggia anche apparato fogliare e legno, oltre che grappoli e germogli, arrecando danni e sviluppando sulla pianta popolazioni resistenti molto difficili da combattere.
Il rischio maggiore sui grappoli per le varietà a grappolo compatto e uva da tavola.
La stagione calda e siccitosa ha reso le bucce in media più sottili e delicate rispetto agli anni passati, le forti precipitazioni che stanno colpendo l’Italia da agosto rendono la situazione a rischio.
Quali sono le alternative?
– Bentonite e zeoliti hanno una sola azione meccanica di assorbimento dell’acqua, ma se l’umidità è elevata come in questa fase e la bagnatura è consistente allora è davvero inefficace, oltre che a trasformarsi in una sorta di “spugna umida” ben ancorata ai grappoli. Non aiutano la cicatrizzazione e non hanno effetto sui patogeni.
– Il metabisolfito di potassio non ha nessun tipo di azione in ambienti aperti poiché l’anidride solforosa che si forma in soluzione acquosa evapora rapidamente.
La soluzione più efficace in assoluto per Botrytis è lavorare sulla pianta, il patogeno non può sviluppare resistenza alle difese naturali di una pianta in salute.
La nostra soluzione a questo problema, con ottimi risultati già dal 2002 è Antimyc, un complesso di microrganismi e amminoacidi in grado di stimolare il perfetto equilibrio vegetativo in condizioni di forte umidità.
L’uso di microrganismi specifici, come quelli presenti in Antimyc, rende la pianta forte e vigorosa stimolando quei metabolismi responsabili della diffusione di PR Proteins, con l’uso di Antimyc si riporta l’equilibrio microbiologico in condizioni di normalità nel giro di poche ore.
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]]>È stato fino ad ora maggiormente interessato il centro nord, dal Piemonte al Friuli passando per la Lombardia con temperature costantemente vicino ai 40 gradi, per poi scendere Emilia Romagna e Toscana e il centro sud con temperature sempre elevate e siccità record.
In molti pensano che sia sufficiente irrigare le colture sofferenti, invece il problema è molto più profondo: il calore, oltre un certo limite, manda completamente in crisi la maggior parte delle piante della nostra fascia climatica.
Prima di dedicare qualche riga ai sintomi dello stress da caldo e a come individuarlo, vogliamo parlarvi di ProTech, è questo il momento di intervenire con il miglior biostimolante sul mercato per stress idrico e da calore!
ProTech è un complesso idrolizzato proteico ricco di amminoacidi e polipeptidi specifici, di origine vegetale, estremamente efficace nella stimolazione dei metabolismi responsabili della risposta agli stress. Le piante trattate con ProTech non vanno in crisi, continuano a regolare normalmente l’attività stomatica e superano le alte temperature senza difficoltà.
Ci aspetta, secondo le previsioni meteo, un finale di estate ancora all’insegna del caldo torrido, con bolle di aria calda africana e temperature oltre i 40 gradi: meglio prepararsi per evitare brutte e spiacevoli sorprese sulla maturazione.
– È importante preparare le piante al forte caldo con biostimolanti specifici, ProTech (leggi articolo) è il migliore prodotto in commercio contro lo stress da caldo e siccità. Anche per quei vigneti che hanno sofferto, un trattamento aiuta a superare la fase critica e ricominciare a lavorare per la maturazione.
-Attenzione alla cimatura e sfogliatura, in previsione di forte stress è plausibile che parte delle prime foglie (intorno ai grappoli) dissecchino. Cerchiamo di mantenere sempre sufficiente superficie fogliare per garantire la maturazione, quindi il nostro consiglio e di non procedere a sfogliature e cimature esagerate, potremmo avere bisogno di quelle foglie più avanti.
- Tenete sotto controllo tignola e tignoletta, con questo clima sono molto attive, le loro forature combinate con le piogge improvvise estive garantiscono attacchi importanti di botrytis.
ProTech è il nostro induttore dedicato agli stress abiotici (caldo, freddo, carenza idrica etc.), ha una composizione ricca di amminoacidi e peptidi bio attivi, questi composti vengono assorbiti rapidamente dalla pianta e ne stimolano fortemente i meccanismi naturali di difesa. Protech rende le piante a prova di siccità, scarsità di elementi e molto altro, negli ultimi anni abbiamo avuto una grande prova della sua efficacia, portando a produzione piena vigneti in tutta Italia grazie a lui. (leggi articolo)
ProTech è disponibile anche online qui https://www.enoadvance.com/product-page/protech
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]]>L’inverno metereologico più caldo di sempre che, dai modelli ECMWF, sembra portare ad un’altra ed ennesima estate da record, sono molte le analogie infatti con l’anno 2003 e le prossime settimane saranno determinanti per ipotizzare anche l’entità delle piogge, per il momento i dati indicano una probabile variazione termica di oltre 2 gradi sulle medie e una leggere diminuzione delle precipitazioni.
Quali sono i rischi per la viticoltura?
È pensiero comune che sia sufficiente irrigare le colture sofferenti, invece il problema è molto più profondo: il calore, oltre un certo limite, manda completamente in crisi la maggior parte delle piante della nostra fascia climatica, cosa succede esattamente oltre certe temperature?
Le acquaporine, che sono le mediatrici del flusso idraulico vegetale (Vande- leur et al., 2009), insieme alle caratteristiche anatomiche dei vasi conduttori (Lovi- solo et al., 2010) regolano il trasporto dei liquidi verso le foglie, per poi trovare gli stomi che, in base alla conduttanza stomatica regolata dagli ormoni e dalla superficie fogliare, sono responsabili della traspirazione all’esterno (Schultz, 2003).
Quando la pianta comincia a percepire una situazione di stress, attiva una serie di meccanismi che regolano quanto descritto prima per limitare al massimo il movimento di liquidi verso le foglie e la traspirazione attraverso gli stomi, chiudendoli, alcune varietà però in realtà non ci riescono del tutto, gli stomi vanno in crisi e rimangono aperti invece che chiudersi con il risultato opposto a quello necessario.
Le foglie, inoltre, indebite e disidratate non riescono a regolare la temperatura superficiale, aggravando costantemente lo stato di stress dell’intera pianta, fino al blocco della maturazione del frutto e delle gemme per l’anno successivo.
La ripresa da questo genere di stress impiega circa 15 giorni, dopo che la situazione climatica torna ad una situazione normale, in ogni caso la stagione è in ogni caso fortemente compromessa.
Alcune varietà sono più resistenti al caldo rispetto ad altre, cosa le contraddistingue? La genetica è fondamentale e grazie alla ricerca sono stati individuati composti specifici che stimolano la resistenza.
Abbiamo raccolto, negli ultimi anni, numerosi dati a sostegno di quanto scriviamo, utilizzando il nostro prodotto specifico a base di aminoacidi e peptidi bioattivi infatti si ottengono risultati eccellenti, rapidamente. Gli studi fatti negli ultimi anni confermano il ruolo fondamentale degli idrolizzati proteici nella resistenza al calore, alla siccità e ad altri stress abiotici.
Il risultato della nostra ricerca è ProTech, idrolizzato proteico di origine vegetale con una composizione specifica per gli stress abiotici.
ProTech è molto efficace, ristabilisce rapidamente il funzionamento regolare degli stomi, rafforzando le foglie e intervenendo nei metabolismi specifici per la resistenza al calore. Oltre che regolare le acquaporine il funzionamento stomatico, abbiamo registrato nelle giornate più calde un interessante effetto sulle foglie, anche in condizioni estreme, le foglie delle piante trattate non superano mai temperature critiche, continuando a regolare la temperatura e la traspirazione (vedi foto sotto, realizzate con telecamera termica nelle giornate più calde del 2019).
ProTech è molto più efficace se dato in anticipo rispetto alle ondate di calore, consigliamo infatti di cominciare a distribuirlo in campo, in annate a rischio come questa, già all’allegagione per indurre nelle piante dai primi caldi una condizione ottimale per affrontare l’estate.
ProTech può essere usato anche come soluzione ad uno stress già presente?
Si, la stimolazione e il recupero di impianti sofferenti è possibile anche a posteriori, riportando in salute situazioni difficili e permettendo alle piante di respirare (nel vero senso della parola) e portare a maturazione i frutti altrimenti compromessi.
Ci sono altre pratiche agronomiche che possono aiutare notevolmente le nostre viti per superare il caldo, ecco qui alcuni consigli:
-Attenzione alla cimatura e sfogliatura, in previsione di forte stress è plausibile che parte delle prime foglie (intorno ai grappoli) dissecchino. Cerchiamo di mantenere sempre sufficiente superficie fogliare per garantire la maturazione e la sopravvivenza della pianta, quindi il nostro consiglio e di non procedere a sfogliature e cimature esagerate, potremmo avere bisogno di quelle foglie più avanti. Inoltre, in caso di temperature molto alte (come nel 2017 per esempio) l’assenza di fogli davanti al grappolo ha causato ingenti danni da bruciature su uva, compromettendo la qualità del prodotto.
- Inerbimento, è dimostrato scientificamente che un terreno inerbito determina l’abbassamento delle temperature di diversi gradi, con una situazione climatica come quella che stiamo vivendo è fortemente consigliato di valutare un inerbimento parziale o completo.
ProTech è il nostro induttore dedicato agli stress abiotici (caldo, carenza idrica..), ha una composizione ricca di amminoacidi e peptidi bio attivi, questi composti vengono assorbiti rapidamente dalla pianta e ne stimolano fortemente i meccanismi naturali di difesa. Protech rende le piante a prova di siccità, scarsità di elementi e molto altro, nel 2017 abbiamo avuto una grande prova della sua efficacia, portando a produzione piena vigneti in tutta Italia grazie a lui. (leggi articolo)
ProTech è disponibile sul nostro ecommerce in confezione da 250 g, 1 kg e 5 kg a questo link
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]]>Cosa accade quando le temperature vanno sotto zero, improvvisamente, nelle prime fasi di vegetazione delle piante?
Il comportamento alle basse temperature dipende soprattutto dalla resistenza specifica di ogni varietà. Gli stress dovuti alle temperature sono infatti gestiti da geni specifici, che determinano la concentrazione di sostanze efficaci come “antigelo”. L’abbassamento repentino delle temperature non permette alle piante di attivare metabolismi d’emergenza, solo quelle varietà che già presentano concentrazioni più alte di “antigelo” non subiscono danni.
I danni, in caso di congelamento, avvengono sia a livello cellulare ed extra cellulare. Il congelamento causa uno stress molto simile a quello da siccità, poiché l’acqua che si trova nello spazio extra cellulare, meno ricca di sali e proteine, tende a congelare causando un differenziale osmotico importante e conseguente continua perdita d’acqua.
→ La composizione delle membrane (maggiore presenza di acidi grassi insaturi determina temperature di solidificazione più basse e quindi maggiore resistenza)
→ la quantità di elettroliti, modificando il potenziale
→ La qualità delle proteine PR, fra queste ne esistono di specifiche che fungono da anticongelante.
La soluzione più efficace è quindi rendere la pianta forte e vigorosa in previsione di forte e repentino abbassamento delle temperature, ma come si può fare? La risposta è negli idrolizzati proteici specifici, unici ad avere l’effetto di stimolazione in questa situazione, in modo del tutto naturale e rapido.
Il prodotto di riferimento è ProTech (idrolizzato proteico specifico), grande efficacia (superiore anche a quella delle alghe) in caso di gelate e di altri stress abiotici proprio per la sua rapida azione di biostimolazione di composti specifici all’interno della pianta.
I peptidi con dimensioni e taglio molecolare specifico presenti in ProTech hanno dimostrato di stimolare i processi di resistenza molto rapidamente e con grande efficacia.
In molti casi è stato sufficiente trattare poche ore prima della prevista gelata per ottenere un efficace resistenza al freddo dimostrando una grande ed importante risposta.
I vantaggi dell’uso di ProTech non finiscono alla prevenzione, abbiamo infatti osservato che su piante danneggiate (non completamente) c’è stata una decisa risposta metabolica che ha ristabilito la normalità quasi totale, scongiurando il disseccamento o la perdita di produzione.
Inoltre, ProTech, grazie al pool variegato e unico di peptidi, agisce su molti metabolismi, rendendo la pianta pronta ad una importante serie di stress. Le piante trattate sono risultate più resistenti dei testimoni anche alle condizioni successive di siccità e carenza idrica.
Nell’immagine in alto si può vedere una pianta giovane che ha subito danni da gelo e, a fianco, la risposta dopo il trattamento con ProTech. Ovviamente i tessuti danneggiati, ma non completamente compromessi sono rimasti circoscritti e le parti ancora vitali sono rimaste attive. La pianta non ha continuato il processo di disseccamento dovuto ai danni subiti.
Questo ha permesso la normale prosecuzione della vegetazione non compromettendo la produzione, le foglie troppo danneggiate sono poi state sostituite rapidamente.
Con nostra gradita sorpresa, chi ha utilizzato ProTech anche a seguito di un disseccamento diffuso e disteso del vigneto sui nuovi germogli di seconda gemma, ha ottenuto una perfetta maturazione del legno con regolare agostatura e nessun problema sulla potatura invernale nonostante il mese di ritardo sulla stagione dovuto alla gelata.
Il nostro consiglio è quello di intervenire preventivamente, il giorno prima sarebbe ottimale.
Se vuoi maggiori informazioni sul prodotto, dove trovarlo o come funziona, puoi cliccare sul link per la scheda tecnica qui invece trovi prezzo e informazioni su come acquistare il prodotto
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Già presente sulla penisola aria umida, le fresche correnti di origine atlantica indeboliranno a partire dal nord Italia l’anticiclone fino a portare temporali diffusi e invertire la tendenza vista da metà aprile.
Temperature intorno ai 10°C di media, almeno 10 mm di pioggia e 10 cm di lunghezza dei tralci cita la nota regola dei tre 10, che ci ricorda quali siano le soglie da tenere d’occhio per il monitoraggio della Peronospora.
Ricordiamo a tutti i nostri lettori che è meglio affidarsi a dati meteo più precisi possibile per i propri appezzamenti e in caso anche a modelli previsionali avanzati, ma in generale, confermiamo rischio infezioni elevato ove stia piovendo (25mm sul Senese nella notte del 1 maggio).
I dati meteo continuano ad indicare che il 2018 sarà molto diverso dal 2017. Sempre più conferme per la stagione in arrivo che sarà caratterizzata da ondate di forte caldo e da frequenti incursioni temporalesche.
Per la viticoltura, e tante altre colture agricole in generale, questo significa che sarà importante il monitoraggio delle malattie di origine fungina e di molti insetti, i cui metabolismi sono favoriti da ambienti caldo-umidi.
[RISCHIO ALTO] Peronospora: Infezioni primarie, in caso di condizioni favorevoli del patogeno arrecano danni visibili sul grappolo formato in seguito. Monitoraggio meteo fondamentale in queste prime fasi. Attenzione ai mm di pioggia, alle temperature durante il giorno e alle minime notturne.
Le previsioni meteo non lasciano molti dubbi, le piogge che cadono dal 1 maggio proseguiranno per almeno una settimana quasi ovunque. Purtroppo, la miglior difesa in questi casi è l’intervento in prevenzione con un prodotto di contatto più un curativo per aziende convenzionali oppure di contatto con aggiunte di biostimolanti nelle aziende a conduzione biologica, per poi intervenire tempestivamente al termine di questo periodo piovoso.
Se non si fosse riusciti ad effettuare trattamenti prima delle piogge, si consiglia caldamente di sfruttare ogni finestra che si presenterà questa settimana per farlo al più presto!
[RISCHIO MEDIO] Botrytis: Piogge frequenti durante la formazione del grappolo possono far accumulare popolazioni di patogeno, da considerare trattamenti specifici prima della chiusura del grappolo, o in condizioni particolarmente a rischio anche in precedenza.
[RISCHIO MEDIO] Oidio: Germogliamento con temperature elevate e assenza di piogge, per chi non avesse fatto nessun intervento fitosanitario, valutando solo la soglia di rischio per la peronospora, diamo una brutta notizia: le temperature medie anomale e molto più alte delle medie stagionali hanno favorito lo sviluppo dell’oidio. Assieme al trattamento antiperonosporico si consiglia anche un trattamento antioidico e in caso anche ripetuto al secondo intervento, in base al monitoraggio in campo.
Insetti: cominciare a monitorare eventuali primi voli di tignole e tignolette, soprattutto se si intende procedere con lotta integrata e bacillus thuringensis.
vi ricordiamo di scaricare la nostra micro guida pratica per il riconoscimento delle malattie e per avere sempre a portata di mano le informazioni necessarie per affrontare le difficoltà.
Se hai bisogno di consigli, contattataci! Saremo lieti di rispondere alle tue domande.
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La risposta non è semplice ne scontata, e dipende soprattutto dalla resistenza specifica di ogni varietà. Partiamo proprio dal concetto di resistenza agli stress abiotici, in particolare per gli stress dovuti alle temperature.
La vite, come molte altre piante ha, nel proprio DNA, i geni che le permettono di gestire gli stress. L’espressione genica specifica è regolata in modo diverso da pianta a pianta e spesso quello che determina le maggiori problematiche è la velocità con cui il fenomeno meteorico, in questo caso il calo di temperature, si verifica.
Prendiamo ad esempio quello che è successo intorno al 20 aprile 2017, in poche ore le temperare sono calate rapidamente fino ad scendere di diversi gradi centigradi sotto lo zero. L’abbassamento repentino non ha permesso alle piante di reagire in tempo e questo fattore ha causato i danni tristemente noti.
I danni più gravi in caso di congelamento avvengono a livello cellulare ed extra cellulare. Il congelamento causa uno stress molto simile a quello da siccità, poiché l’acqua, che si trova nello spazio extra cellulare, meno ricca di sali e proteine tende a congelare causando un differenziale osmotico importante e la cellula di conseguenza perde acqua.
Cosa può determinare quindi la resistenza a questo fenomeno?
→ La composizione delle membrane (maggiore presenza di acidi grassi insaturi determina temperature di solidificazione più basse e quindi maggiore resistenza)
→ la quantità di elettroliti, modificando il potenziale
→ La qualità delle proteine PR, fra queste ne esistono di specifiche che fungono da anticongelante.
Un sistema che si è rivelato molto efficace è stato quello di stimolare la vegetazione e il metabolismo nella pianta in previsione di forte e repentino abbassamento delle temperature, ma come si può fare?
In natura, la pianta regola l’espressione genica a seconda dei diversi stimoli esterni ai quali reagisce, sfruttando ormoni e mRNA, in base a cosa le succede intorno si attivano dei recettori e di conseguenza delle sequenze dormienti (o meno) che codificano per proteine specifiche, modificando la composizione del citoplasma e delle membrane. Questo processo naturalmente ha tempistiche molto variabili.
Esistono però sul mercato prodotti molto interessanti, come gli estratti di alghe, ricchi di ormoni, che possono appunto stimolare questi processi o anche meglio, esistono idrolizzati proteici molto particolari che hanno l’effetto di stimolazione di questi stessi processi ma senza la presenza di ormoni.
Nel 2017 abbiamo avuto modo di testare il nostro ProTech (Idrolizzato proteico) nei giorni di gelate, verificando la sua grande efficacia superiore a quella delle alghe. Senza l’uso di ormoni, i peptidi con dimensioni e taglio molecolare specifici presenti in ProTech hanno dimostrato di stimolare i processi di resistenza molto rapidamente e con grande efficacia.
In molti casi è stato sufficiente trattare poche ore prima della prevista gelata e le piante hanno resistito al freddo dimostrando una grande ed importante risposta.
Non solo, abbiamo osservato che su piante danneggiate (non completamente secche, ovviamente) c’è stata una decisa risposta metabolica che ha ristabilito la normalità quasi totale, scongiurando il disseccamento.
Inoltre, ProTech, grazie al pool variegato e unico di peptidi, agisce su molti metabolismi, rendendo la pianta pronta ad una importante serie di stress. Le piante trattate sono risultate più resistenti dei testimoni anche alle condizioni successive di siccità e carenza idrica. In minima parte il prodotto ha anche aiutato per gli stress biotici, anche se per quelli esistono prodotti specifici molto più efficaci, sempre sfruttando l’equilibrio vegetativo della pianta e la sua vigoria.
Nell’immagine in alto si può vedere una pianta giovane che ha subito danni da gelo e, a fianco, la risposta dopo il trattamento con ProTech. Ovviamente i tessuti danneggiati, ma non completamente compromessi sono rimasti circoscritti e le parti ancora vitali sono rimaste attive. La pianta non ha continuato il processo di disseccamento dovuto ai danni subiti.
Questo ha permesso la normale prosecuzione della vegetazione non compromettendo la produzione, le foglie troppo danneggiate sono poi state sostituite rapidamente.
Con nostra gradita sorpresa, chi ha utilizzato ProTech anche a seguito di un disseccamento diffuso e disteso del vigneto sui nuovi germogli di seconda gemma, ha ottenuto una perfetta maturazione del legno con regolare agostatura e nessun problema sulla potatura invernale nonostante il mese di ritardo sulla stagione dovuto alla gelata.
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Ricordiamo a tutti i nostri lettori che un anno fa, facevamo delle ipotesi sulla stagione 2017, che purtroppo si sono rivelate molto più precise di quanto anche noi ci augurassimo. Il nostro metodo di lavoro consiste anche nell’analizzare i dati meteo, leggere più fonti e riportare ai nostri lettori e clienti un quadro più preciso possibile (considerando che i dati che abbiamo in mano permettono solo ipotesi per il momento) per potersi preparare alla stagione!
In base soprattutto ai dati di temperatura e piovosità avevamo ipotizzato una stagione decisamente secca (già a marzo!) e molto calda, questo ha aiutato molto chi ci ha seguito ad affrontare il 2017, come?
→ Riconsiderando la gestione del verde per esempio, conoscendo le previsioni e prevedendo il gran caldo abbiamo consigliato ai nostri lettori di non rimuovere troppe foglie, perché in condizioni critiche le piante non sarebbero riuscite a vegetare normalmente durante la stagione, e si sa, senza foglie si va poco lontano! Pienamente avvenuto quanto previsto.
→ Cominciando a lavorare con prodotti specifici per la siccità e il caldo già in primavera, preparando le piante al grande stress successivo. Anche qui risultati eccellenti.
→ Riducendo trattamenti al minimo indispensabile, a cosa serviva proteggersi preventivamente da patogeni già fortemente inibiti dalla stagione? A parte la spesa superflua si è rischiato un sovra accumulo di residui non dilavati dalle piogge.
Queste sono solo alcune delle indicazioni che abbiamo dato l’anno scorso, che per chi le ha seguite hanno portato ad una produzione quasi nella media, con picchi di perdite inferiori al 10%, in alcuni casi anche migliore della media (come nell’esempio in foto, per una nota fattoria del Chianti Classico, dove si è ottenuta una produzione superiore alle medie degli ultimi anni)
Ora vediamo cosa possiamo fare per il 2018 che purtroppo pare distaccarsi notevolmente dalle medie degli ultimi 100 anni, ma all’opposto del 2017, vediamo come!
Inverno molto piovoso, temperature nella media, ancora piogge verso la primavera, il 2014 vi ricorda niente? Bene i dati invernali indicano grande correlazione proprio con annate come il 2014, quando sui 90 giorni di estate piovve per oltre 50 e ancora oggi la ricordiamo come un annus horribilis.
Per quanto riguarda le temperature i dati indicano un inverno vicino alla anomalia degli ultimi 30 anni, con temperature superiori alle medie di circa 0,3°C, ma comunque l’inverno più freddo degli ultimi 5. Situazione decisamente diversa da quella precedente dove si segnavano anomalie in positivo ben superiori. Per questo motivo c’è da aspettarsi una ripresa vegetativa non anticipata (grazie anche al gran freddo appena terminato e di nuovo in arrivo in versione bis).
Sul lato piogge invece segnaliamo un dato superiore del 16% rispetto alle medie stagionali, assolutamente diverso dai picchi di -85% segnalati un anno fa.
Il fenomeno più preoccupante però è il forte strat-warming di metà febbraio, il surriscaldamento anomalo della stratosfera ha causato una rottura in due lobi del vortice polare e la depressione presente in quota ha causato la discesa di aria gelida verso sud scombussolando gli equilibri meteorici e mettendo le basi (secondo i primi modelli matematici) per un’estate che potrebbe registrare temperature massime anche di 4-5°C al di sotto delle medie e molta pioggia.
Da segnalare che la situazione al Polo sembra essere in via di stabilizzazione, nonostante un secondo evento simile a metà marzo.
Innanzi tutto è bene tenere a mente che le considerazioni sopra elencate sono ipotesi, ma consigliamo di tenerle comunque a mente per non farsi trovare impreparati come sta ormai succedendo negli ultimi anni. Il clima sta cambiando ed è più imprevedibile di quello a cui siamo abituati, la nostra unica via per adattarsi velocemente è conoscerlo e tenersi informati!
Le terre hanno immagazzinato importanti quantità di acqua, probabilmente pioverà ancora molto e quindi consigliamo di stare attenti a ristagni e alle condizioni idriche degli impianti.
Quest’anno potrebbe essere un grosso problema la Peronospora, sembra si stiano avvicinando le condizioni perfette per questo ostico patogeno che potrebbe creare enormi difficoltà per tutta la stagione, in altre occasioni abbiamo parlato di biostimolanti, che tanto hanno aiutato nel 2014, non fatevi trovare indifesi!
Attenzione anche ai marciumi, sempre con il 2014 ben in mente, temperature non troppo alte e tante piogge sono l’ambiente ideale per Botritys, attenzione che questo patogeno è sempre ben presente nei vigneti, aspetta soltanto le condizioni ottimali per attivarsi e arrecare danni enormi e di rapida diffusione.
Inoltre, in stagioni piovose si tende a fare più trattamenti rispetto ad annate calde e secche (come il 2017) per ovvie ragioni fitosanitarie. Non ci dimentichiamo però che gli anticrittogamici, specialmente il rame, hanno effetto anche sul microecosistema positivo presente sulle piante, che si traduce in equilibrio alterato e via libera ai patogeni.
Considerare sicuramente trattamenti integrativi di microrganismi per raggiungere l’ottimo equilibrio ambientale! Negli anni hanno dimostrato risultati interessanti e molto efficaci, oltre che non essere dannosi per la salute e per il consumatore.
Continuate a seguirci, vi terremo informati e aggiornati sulla situazione meteo e con bollettini agronomici per tutta la stagione.
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Ed ecco i nostri consigli per affrontare al meglio le ultime settimane prima della raccolta, ricordiamoci e teniamo bene a mente che le piante hanno subito mesi di forte stress per le alte temperature sopportate, in molte zone sono state danneggiate da grandine e altri eventi meteorici e il rischio di subire forti attacchi di Botritys cinerea e marciumi acidi è più che reale!
il nostro prodotto di riferimento è Antimyc, un prodotto naturale in grado di ristabilire l’equilibrio della microflora sulla vegetazione, rendendo le piante forti e vigorose nel periodo di insorgenza di botrite e marciume.
Antimyc, non è dannoso ne per l’ambiente ne tantomeno per la salute; Antimyc non influisce con i processi fermentativi, questo è il grande vantaggio del lavoro sulla salute della pianta!
L’elevato contenuto di microrganismi specifici è in grado di riequilibrare sia la microflora fogliare che radicale stimolando lo sviluppo vegetativo.
Sull’apparato fogliare e sui frutti è presente naturalmente una microflora fungina e batterica, condizioni climatiche avverse o scompensi nutrizionali possono squilibrare questa microflora favorendo l’insorgenza di patologie fungine e batteriche, quali la proliferazione della Botritys Cinerea o marciumi acidi.
In maniera del tutto naturale si prevengono gli stress dovuti ad agenti biotici.
Abbiamo lavorato molto su questo prodotto che è in commercio ormai da 15 anni e oltre agli eccellenti e ripetuti risultati in campo abbiamo ottenuto importanti conferme sulla qualità delle fermentazioni dopo il suo utilizzo.
Antimyc aiuta la pianta a superare i problemi dovuti ai marciumi, ristabilisce l’equilibrio microbiologico delle uve.
Nelle fermentazioni sperimentali la forte riduzione di microrganismi inquinanti ha permesso una importante riduzione dell’uso di SO2, rendendo il processo fermentativo più sicuro e a più basso impatto.
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]]>Quindi un colpo di coda primaverile con temperature di nuovo intorno ai 24°C e rischio Peronospora alto, fino ad ora latitante in questo 2017 caldo e secco. Ma quali sono i risvolti di questo rapido cambiamento? La già citata Peronospora è lì che aspetta, come ogni anno, le giuste condizioni per i suoi metabolismi, ma non tutto il male vien per nuocere ed ecco che un po’ d’acqua non guasterebbe in quella che è già considerata un’annata di secca da record.
In previsione di questi eventi si consiglia sicuramente di trattare almeno con un biostimolante tipo Activo Rame.
Continuare a tenere gli occhi aperti per Oidio e Tignoletta è importante e fondamentale, poiché fino ad oggi ci sono state le condizioni perfette sopratutto per Oidio che in questa fase fenologica della vite arreca danni ingenti alla produzione.
Stiamo ricevendo segnalazioni in molte zone della Toscana di attacchi di Oidio, si ricorda che anche se non è piovuto fino ad oggi, le precipitazioni sono determinanti solo per lo sviluppo della Peronospora, mentre Oidio ha uno sviluppo totalmente diverso e legato ad altri parametri, peraltro presenti ormai da diversi giorni!
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Ci aspetta una settimana tranquilla, prevalentemente soleggiata e con temperature in aumento, sia minime che massime in tutta la Regione Toscana. La vegetazione continuerà a svilupparsi rapidamente, completando la fioritura della vite in tutta la Regione.
Interessanti i dati della settimana scorsa, dove le temperature registrate sono state anche di 3-4 gradi sopra alle medie, qui sotto i grafici del consorzio LaMMA relativi a temperature e piogge, che nonostante le aspettative sono risultate molto scarse.
Sarà utile per questa campagna 2017 l’esperienza accumulata con il nostro ProTech, che negli anni ha dimostrato grande efficacia sia per gli stress da caldo che per gli stress idrici (molti dei nostri clienti lo ricorderanno anche per gli importanti risultati ottenuti dopo la gelata di fine Aprile) un induttore davvero efficace contro ogni genere di stress abiotico!
Per quanto le condizioni per le infezioni di peronospora non saranno presenti questa settimana (da valutare le condizioni di ogni specifico posto), alcune zone erano a rischio la settimana scorsa, si consiglia quindi di monitorare eventuali sintomi per valutare la difesa.
Deve inoltre rimanere alta l’attenzione per Oidio, e Tignoletta della vite che sono in questo momento in fase rischio! Si consiglia quindi di istallare le trappole e continuare a monitorare i sintomi, che come sempre potrete trovare in dettaglio nel nostro PDF gratuito che riceverete iscrivendovi alla newsletter in fondo.
Le condizioni del 2017 sono ottimali per l’utilizzo degli induttori di resistenza, la continua presenza di basso rischio rende la difesa tradizionale costosa e molto impattante rispetto al rischio. Gli induttori invece rendono le piante estremamente rapide e reattive nei confronti dei patogeni e nelle condizioni attuali renderebbero le colture molto meno avide di trattamenti tradizionali.
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