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Difesa sostenibile e fertilizzanti specifici in viticoltura

Si parla tanto di difesa sostenibile, di biologico e riduzione dei prodotti fitosanitari, specialmente negli ultimi anni con le  nuove normative sull’uso sostenibile degli agrofarmaci.

Le soluzioni alle normative sempre più stringenti e limitanti verso la difesa dalle fitopatologie sono soltanto due a nostro avviso: l’introduzione di varietà resistenti di vite (ma ci vorranno anni prima che si riescano ad ottenere varietà resistenti con le stesse qualità a cui siamo abituati) o l’utilizzo di prodotti che stimolino un perfetto stato di equilibrio vegetativo, rendendo le piante forti e vigorose.

È possibile una gestione agronomica davvero sostenibile?

Le piante sono un Regno di esseri viventi che conta più di 350.000 specie, sono evolute, in grado di adattarsi ai diversi ambienti della terra e alla presenza nociva di altri organismi.

L’evoluzione ha permesso al Regno Vegetale di contrastare le minacce che nei millenni si sono susseguite, e questa capacità di difesa è scritta nel DNA di ogni pianta. Alcuni individui riescono ad attivare queste istruzioni del DNA e a difendersi (piante resistenti), altre hanno queste capacità ma non riescono a sfruttarle, la maggior parte delle volte per un problema di tempo.

Le infezioni batteriche e fungine sono semplicemente più veloci delle difese naturali delle piante, d’altronde, anche i microrganismi si evolvono di pari passo per garantirsi il diritto alla vita e alla proliferazione. L’agricoltura intensiva rischia spesso di rompere l’equilibrio naturale fra pianta e patogeno, inducendo nelle piante stati di stress vegetativo importanti.

Da qui, comprendendo i sofisticati sistemi di difesa vegetale, si sono sviluppati negli ultimi 20 anni innumerevoli tecnologie che, in qualche modo, riuscissero a stimolare le piante a raggiungere il perfetto stato di salute e di migliorare la tolleranza agli stress abiotici e migliorare le caratteristiche qualitative.

Per esempio in foto qui sotto, la differenza fra un testimone non trattato e uno invece trattato solo con fertilizzanti specifici.

Induzione resistenza

Laboratorio Enologico Toscano lavora da quasi 20 anni a soluzioni di questo tipo, perché siamo convinti che il massimo rispetto portato alle colture e la riduzione degli agrofarmaci possa essere la soluzione per un’agricoltura sostenibile, per una forte riduzione dell’inquinamento e per garantire un prodotto sano al consumatore.

 

Per maggiori informazioni, i nostri tecnici sono a disposizione cliccando qui

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