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Le soluzioni alle normative sempre più stringenti e limitanti verso la difesa dalle fitopatologie sono soltanto due a nostro avviso: l’introduzione di varietà resistenti di vite (ma ci vorranno anni prima che si riescano ad ottenere varietà resistenti con le stesse qualità a cui siamo abituati) o l’utilizzo di prodotti che stimolino un perfetto stato di equilibrio vegetativo, rendendo le piante forti e vigorose.
È possibile una gestione agronomica davvero sostenibile?
Le piante sono un Regno di esseri viventi che conta più di 350.000 specie, sono evolute, in grado di adattarsi ai diversi ambienti della terra e alla presenza nociva di altri organismi.
L’evoluzione ha permesso al Regno Vegetale di contrastare le minacce che nei millenni si sono susseguite, e questa capacità di difesa è scritta nel DNA di ogni pianta. Alcuni individui riescono ad attivare queste istruzioni del DNA e a difendersi (piante resistenti), altre hanno queste capacità ma non riescono a sfruttarle, la maggior parte delle volte per un problema di tempo.
Le infezioni batteriche e fungine sono semplicemente più veloci delle difese naturali delle piante, d’altronde, anche i microrganismi si evolvono di pari passo per garantirsi il diritto alla vita e alla proliferazione. L’agricoltura intensiva rischia spesso di rompere l’equilibrio naturale fra pianta e patogeno, inducendo nelle piante stati di stress vegetativo importanti.
Da qui, comprendendo i sofisticati sistemi di difesa vegetale, si sono sviluppati negli ultimi 20 anni innumerevoli tecnologie che, in qualche modo, riuscissero a stimolare le piante a raggiungere il perfetto stato di salute e di migliorare la tolleranza agli stress abiotici e migliorare le caratteristiche qualitative.
Per esempio in foto qui sotto, la differenza fra un testimone non trattato e uno invece trattato solo con fertilizzanti specifici.
Laboratorio Enologico Toscano lavora da quasi 20 anni a soluzioni di questo tipo, perché siamo convinti che il massimo rispetto portato alle colture e la riduzione degli agrofarmaci possa essere la soluzione per un’agricoltura sostenibile, per una forte riduzione dell’inquinamento e per garantire un prodotto sano al consumatore.
Per maggiori informazioni, i nostri tecnici sono a disposizione cliccando qui
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I sistemi di difesa endogeni a disposizione delle piante sono vari, vengono espressi attivamente in risposta a stress biotici (patogeni e parassiti) e abiotici (agenti fisici o chimici).
La resistenza sistemica acquisita (SAR) è un sistema di risposta che coinvolge l’intera pianta a seguito di un attacco patogeno.
La SAR è importante sia per la resistenza al patogeno che per la autodifesa una volta avvenuta l’infezione.
L’attivazione della SAR è acido salicilico dipendente ed è associata all’induzione di un ampio spettro di geni (PR genes) e di conseguenza PR proteins.
In pratica le piante hanno un sistema di “memoria difensiva” simile al sistema immunitario animale, riconoscono il patogeno che hanno già affrontato e reagiscono di conseguenza.
È fondamentale la tempistica della messa in azione di questi sistemi di difesa, una pianta che risponde velocemente e con efficacia si difende in modo ottimale dall’agente esterno.
Da qui l’importanza dell’induzione di resistenza, esistono infatti diversi sistemi per migliorare la risposta delle piante agli stress, eccone alcuni:
- Ingannare la pianta con dei microrganismi non dannosi: l’organismo vegetale riconosce come patogeno l’inoculo artificiale e attiva la produzione di proteine e composti di difesa. Chiaramente quello che viene inoculato non arreca danno, ma tiene “alta l’allerta” della pianta ospite che al momento di un vero attacco fungino avrà le difese già pronte e in localizzate negli organi periferici d’interesse.
- Utilizzare fertilizzanti ricchi di amminoacidi, minerali o metalli in giuste dosi e composizione per stimolare la SAR: esistono amminoacidi specifici che combinati a micro-dosi di metalli o minerali sono in grado di attivare le pathway genetiche di difesa che in pochi giorni rendono le piante pronte e attive contro eventuali patogeni o stress abiotici.

A destra efficace risposta della pianta con trattamenti costanti di Activo Rame rispetto al testimone a sinistra.
Il nostro Antimyc per esempio è un efficace stimolante vegetale, rende le piante forti e vigorose in situazioni di forte umidtà, le colonie di microrganismi inoculate possono rimanere in vita fino a 6 mesi sulle piante per continuare l’effetto stimolante.
Activo Rame è ricco in Glicina e Alanina che sono amminoacidi a basso peso molecolare noti per essere rapidamente assorbiti, in poche ore le piante risultano forti e vigorose.
ProTech invece ha una composizione amminoacidica specifica per la stimolazione della vigoria in presenza di stress abiotici importanti, è un idrolizzato proteico di origine vegetale di elevatissima qualità. Protech aiuta la pianta a regolare il flusso stomatico e ottimizzare l’evapotraspirazione cellulare, in presenza di scompensi di temperatura (freddo o caldo) e in casi di siccità o sofferenza idrica permette alle piante di superare la crisi e di ottimizzare le energie per riportare la vegetazione in equilibrio!
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]]>Questa sostanza, classificata come E220 è indispensabile e insostituibile in alcune lavorazioni nel settore alimentare, nel vino in particolare è anche naturalmente prodotta dai microrganismi responsabili della fermentazione, i lieviti.
Antisettico, antiossidante, antiossidasico, sono solo alcune delle caratteristiche dell’anidride solforosa utilizzata nel settore enologico, sia nelle normali vinificazioni che nella preparazione dei mosti muti e nella produzione di altri derivati.
Commercializziamo, in esclusiva dal 2013, anidride solforosa di produzione europea con il nostro personale parco bombole da 58 kg o da 5 kg.
La collaborazione diretta con un importante produttore europeo ci ha permesso di offrire un servizio nuovo, alternativo e di qualità ai nostri clienti.
L’anidride solforosa, nonostante le restrizioni normative è estremamente attuale in virtù delle limitazioni imposte sulla produzione e commercializzazione di vino biologico sia in Europa che negli Stati Uniti dove la regolamentazione NOP non consente l’uso né di potassio metabisolfito, né di Bisolfito di ammonio.
Sono disponibili anche utili accessori per poter utilizzare le bombole in ogni situazione, i nostri tecnici inoltre sono preparati per consigliare la migliore soluzione ad ogni evenienza, per maggiori informazioni, mettiti in contatto con noi cliccando qui
]]>Stiamo parlando di Activo Rame, un prodotto che ha dato risultati interessanti fin dalle sue prime applicazioni, quasi 10 anni fa.
E proprio in 10 anni abbiamo potuto creare uno storico di dati e risultati, in Italia e all’estero, che ad oggi fanno di Activo Rame un prodotto di riferimento, con oltre 100.000 ettari trattati.
Activo Rame è un fertilizzante in grado di rendere rapidamente le piante forti e vigorose, grazie alla particolare formulazione a base di aminoacidi specifici. Una pianta forte e vigorosa è naturalmente più pronta a rispondere a stress esterni di vario genere.
Gli amminoacidi aiutano la pianta a gestire gli stress in modo molto efficace.
I risultati sono ben visibili nella vegetazione, che viene stimolata e protetta, con una carica importante di amminoacidi e polipeptidi specifici la coltura rinvigorisce rapidamente.
Sperimentazioni specifiche hanno dimostrato che dopo applicazioni costanti di Activo Rame, la pianta raggiunge il perfetto equilibrio vegetativo.
Grazie alle nostre strategie agronomiche e all’attenzione sulla salute delle piante, in una stagione nella media si riescono a ridurre gli interventi di difesa fino 30-40%, anche e soprattutto in gestione biologica.
Si può contenere la quantità di rame metallo al di sotto dei 4 kg/ha, anche in biologico.
Clicca qui di seguito e richiedi informazioni, saremo felici di rispondere alle tue domande
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]]>Già presente sulla penisola aria umida, le fresche correnti di origine atlantica indeboliranno a partire dal nord Italia l’anticiclone fino a portare temporali diffusi e invertire la tendenza vista da metà aprile.
Temperature intorno ai 10°C di media, almeno 10 mm di pioggia e 10 cm di lunghezza dei tralci cita la nota regola dei tre 10, che ci ricorda quali siano le soglie da tenere d’occhio per il monitoraggio della Peronospora.
Ricordiamo a tutti i nostri lettori che è meglio affidarsi a dati meteo più precisi possibile per i propri appezzamenti e in caso anche a modelli previsionali avanzati, ma in generale, confermiamo rischio infezioni elevato ove stia piovendo (25mm sul Senese nella notte del 1 maggio).
I dati meteo continuano ad indicare che il 2018 sarà molto diverso dal 2017. Sempre più conferme per la stagione in arrivo che sarà caratterizzata da ondate di forte caldo e da frequenti incursioni temporalesche.
Per la viticoltura, e tante altre colture agricole in generale, questo significa che sarà importante il monitoraggio delle malattie di origine fungina e di molti insetti, i cui metabolismi sono favoriti da ambienti caldo-umidi.
[RISCHIO ALTO] Peronospora: Infezioni primarie, in caso di condizioni favorevoli del patogeno arrecano danni visibili sul grappolo formato in seguito. Monitoraggio meteo fondamentale in queste prime fasi. Attenzione ai mm di pioggia, alle temperature durante il giorno e alle minime notturne.
Le previsioni meteo non lasciano molti dubbi, le piogge che cadono dal 1 maggio proseguiranno per almeno una settimana quasi ovunque. Purtroppo, la miglior difesa in questi casi è l’intervento in prevenzione con un prodotto di contatto più un curativo per aziende convenzionali oppure di contatto con aggiunte di biostimolanti nelle aziende a conduzione biologica, per poi intervenire tempestivamente al termine di questo periodo piovoso.
Se non si fosse riusciti ad effettuare trattamenti prima delle piogge, si consiglia caldamente di sfruttare ogni finestra che si presenterà questa settimana per farlo al più presto!
[RISCHIO MEDIO] Botrytis: Piogge frequenti durante la formazione del grappolo possono far accumulare popolazioni di patogeno, da considerare trattamenti specifici prima della chiusura del grappolo, o in condizioni particolarmente a rischio anche in precedenza.
[RISCHIO MEDIO] Oidio: Germogliamento con temperature elevate e assenza di piogge, per chi non avesse fatto nessun intervento fitosanitario, valutando solo la soglia di rischio per la peronospora, diamo una brutta notizia: le temperature medie anomale e molto più alte delle medie stagionali hanno favorito lo sviluppo dell’oidio. Assieme al trattamento antiperonosporico si consiglia anche un trattamento antioidico e in caso anche ripetuto al secondo intervento, in base al monitoraggio in campo.
Insetti: cominciare a monitorare eventuali primi voli di tignole e tignolette, soprattutto se si intende procedere con lotta integrata e bacillus thuringensis.
vi ricordiamo di scaricare la nostra micro guida pratica per il riconoscimento delle malattie e per avere sempre a portata di mano le informazioni necessarie per affrontare le difficoltà.
Se hai bisogno di consigli, contattataci! Saremo lieti di rispondere alle tue domande.
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La risposta non è semplice ne scontata, e dipende soprattutto dalla resistenza specifica di ogni varietà. Partiamo proprio dal concetto di resistenza agli stress abiotici, in particolare per gli stress dovuti alle temperature.
La vite, come molte altre piante ha, nel proprio DNA, i geni che le permettono di gestire gli stress. L’espressione genica specifica è regolata in modo diverso da pianta a pianta e spesso quello che determina le maggiori problematiche è la velocità con cui il fenomeno meteorico, in questo caso il calo di temperature, si verifica.
Prendiamo ad esempio quello che è successo intorno al 20 aprile 2017, in poche ore le temperare sono calate rapidamente fino ad scendere di diversi gradi centigradi sotto lo zero. L’abbassamento repentino non ha permesso alle piante di reagire in tempo e questo fattore ha causato i danni tristemente noti.
I danni più gravi in caso di congelamento avvengono a livello cellulare ed extra cellulare. Il congelamento causa uno stress molto simile a quello da siccità, poiché l’acqua, che si trova nello spazio extra cellulare, meno ricca di sali e proteine tende a congelare causando un differenziale osmotico importante e la cellula di conseguenza perde acqua.
Cosa può determinare quindi la resistenza a questo fenomeno?
→ La composizione delle membrane (maggiore presenza di acidi grassi insaturi determina temperature di solidificazione più basse e quindi maggiore resistenza)
→ la quantità di elettroliti, modificando il potenziale
→ La qualità delle proteine PR, fra queste ne esistono di specifiche che fungono da anticongelante.
Un sistema che si è rivelato molto efficace è stato quello di stimolare la vegetazione e il metabolismo nella pianta in previsione di forte e repentino abbassamento delle temperature, ma come si può fare?
In natura, la pianta regola l’espressione genica a seconda dei diversi stimoli esterni ai quali reagisce, sfruttando ormoni e mRNA, in base a cosa le succede intorno si attivano dei recettori e di conseguenza delle sequenze dormienti (o meno) che codificano per proteine specifiche, modificando la composizione del citoplasma e delle membrane. Questo processo naturalmente ha tempistiche molto variabili.
Esistono però sul mercato prodotti molto interessanti, come gli estratti di alghe, ricchi di ormoni, che possono appunto stimolare questi processi o anche meglio, esistono idrolizzati proteici molto particolari che hanno l’effetto di stimolazione di questi stessi processi ma senza la presenza di ormoni.
Nel 2017 abbiamo avuto modo di testare il nostro ProTech (Idrolizzato proteico) nei giorni di gelate, verificando la sua grande efficacia superiore a quella delle alghe. Senza l’uso di ormoni, i peptidi con dimensioni e taglio molecolare specifici presenti in ProTech hanno dimostrato di stimolare i processi di resistenza molto rapidamente e con grande efficacia.
In molti casi è stato sufficiente trattare poche ore prima della prevista gelata e le piante hanno resistito al freddo dimostrando una grande ed importante risposta.
Non solo, abbiamo osservato che su piante danneggiate (non completamente secche, ovviamente) c’è stata una decisa risposta metabolica che ha ristabilito la normalità quasi totale, scongiurando il disseccamento.
Inoltre, ProTech, grazie al pool variegato e unico di peptidi, agisce su molti metabolismi, rendendo la pianta pronta ad una importante serie di stress. Le piante trattate sono risultate più resistenti dei testimoni anche alle condizioni successive di siccità e carenza idrica. In minima parte il prodotto ha anche aiutato per gli stress biotici, anche se per quelli esistono prodotti specifici molto più efficaci, sempre sfruttando l’equilibrio vegetativo della pianta e la sua vigoria.
Nell’immagine in alto si può vedere una pianta giovane che ha subito danni da gelo e, a fianco, la risposta dopo il trattamento con ProTech. Ovviamente i tessuti danneggiati, ma non completamente compromessi sono rimasti circoscritti e le parti ancora vitali sono rimaste attive. La pianta non ha continuato il processo di disseccamento dovuto ai danni subiti.
Questo ha permesso la normale prosecuzione della vegetazione non compromettendo la produzione, le foglie troppo danneggiate sono poi state sostituite rapidamente.
Con nostra gradita sorpresa, chi ha utilizzato ProTech anche a seguito di un disseccamento diffuso e disteso del vigneto sui nuovi germogli di seconda gemma, ha ottenuto una perfetta maturazione del legno con regolare agostatura e nessun problema sulla potatura invernale nonostante il mese di ritardo sulla stagione dovuto alla gelata.
Il nostro consiglio è quello di intervenire preventivamente, il giorno prima sarebbe ottimale.
Se vuoi maggiori informazioni sul prodotto, dove trovarlo o come funziona, puoi cliccare sul link per la scheda tecnica per leggere più informazioni o contattarci per parlare con un tecnico.
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Ricordiamo a tutti i nostri lettori che un anno fa, facevamo delle ipotesi sulla stagione 2017, che purtroppo si sono rivelate molto più precise di quanto anche noi ci augurassimo. Il nostro metodo di lavoro consiste anche nell’analizzare i dati meteo, leggere più fonti e riportare ai nostri lettori e clienti un quadro più preciso possibile (considerando che i dati che abbiamo in mano permettono solo ipotesi per il momento) per potersi preparare alla stagione!
In base soprattutto ai dati di temperatura e piovosità avevamo ipotizzato una stagione decisamente secca (già a marzo!) e molto calda, questo ha aiutato molto chi ci ha seguito ad affrontare il 2017, come?
→ Riconsiderando la gestione del verde per esempio, conoscendo le previsioni e prevedendo il gran caldo abbiamo consigliato ai nostri lettori di non rimuovere troppe foglie, perché in condizioni critiche le piante non sarebbero riuscite a vegetare normalmente durante la stagione, e si sa, senza foglie si va poco lontano! Pienamente avvenuto quanto previsto.
→ Cominciando a lavorare con prodotti specifici per la siccità e il caldo già in primavera, preparando le piante al grande stress successivo. Anche qui risultati eccellenti.
→ Riducendo trattamenti al minimo indispensabile, a cosa serviva proteggersi preventivamente da patogeni già fortemente inibiti dalla stagione? A parte la spesa superflua si è rischiato un sovra accumulo di residui non dilavati dalle piogge.
Queste sono solo alcune delle indicazioni che abbiamo dato l’anno scorso, che per chi le ha seguite hanno portato ad una produzione quasi nella media, con picchi di perdite inferiori al 10%, in alcuni casi anche migliore della media (come nell’esempio in foto, per una nota fattoria del Chianti Classico, dove si è ottenuta una produzione superiore alle medie degli ultimi anni)
Ora vediamo cosa possiamo fare per il 2018 che purtroppo pare distaccarsi notevolmente dalle medie degli ultimi 100 anni, ma all’opposto del 2017, vediamo come!
Inverno molto piovoso, temperature nella media, ancora piogge verso la primavera, il 2014 vi ricorda niente? Bene i dati invernali indicano grande correlazione proprio con annate come il 2014, quando sui 90 giorni di estate piovve per oltre 50 e ancora oggi la ricordiamo come un annus horribilis.
Per quanto riguarda le temperature i dati indicano un inverno vicino alla anomalia degli ultimi 30 anni, con temperature superiori alle medie di circa 0,3°C, ma comunque l’inverno più freddo degli ultimi 5. Situazione decisamente diversa da quella precedente dove si segnavano anomalie in positivo ben superiori. Per questo motivo c’è da aspettarsi una ripresa vegetativa non anticipata (grazie anche al gran freddo appena terminato e di nuovo in arrivo in versione bis).
Sul lato piogge invece segnaliamo un dato superiore del 16% rispetto alle medie stagionali, assolutamente diverso dai picchi di -85% segnalati un anno fa.
Il fenomeno più preoccupante però è il forte strat-warming di metà febbraio, il surriscaldamento anomalo della stratosfera ha causato una rottura in due lobi del vortice polare e la depressione presente in quota ha causato la discesa di aria gelida verso sud scombussolando gli equilibri meteorici e mettendo le basi (secondo i primi modelli matematici) per un’estate che potrebbe registrare temperature massime anche di 4-5°C al di sotto delle medie e molta pioggia.
Da segnalare che la situazione al Polo sembra essere in via di stabilizzazione, nonostante un secondo evento simile a metà marzo.
Innanzi tutto è bene tenere a mente che le considerazioni sopra elencate sono ipotesi, ma consigliamo di tenerle comunque a mente per non farsi trovare impreparati come sta ormai succedendo negli ultimi anni. Il clima sta cambiando ed è più imprevedibile di quello a cui siamo abituati, la nostra unica via per adattarsi velocemente è conoscerlo e tenersi informati!
Le terre hanno immagazzinato importanti quantità di acqua, probabilmente pioverà ancora molto e quindi consigliamo di stare attenti a ristagni e alle condizioni idriche degli impianti.
Quest’anno potrebbe essere un grosso problema la Peronospora, sembra si stiano avvicinando le condizioni perfette per questo ostico patogeno che potrebbe creare enormi difficoltà per tutta la stagione, in altre occasioni abbiamo parlato di biostimolanti, che tanto hanno aiutato nel 2014, non fatevi trovare indifesi!
Attenzione anche ai marciumi, sempre con il 2014 ben in mente, temperature non troppo alte e tante piogge sono l’ambiente ideale per Botritys, attenzione che questo patogeno è sempre ben presente nei vigneti, aspetta soltanto le condizioni ottimali per attivarsi e arrecare danni enormi e di rapida diffusione.
Inoltre, in stagioni piovose si tende a fare più trattamenti rispetto ad annate calde e secche (come il 2017) per ovvie ragioni fitosanitarie. Non ci dimentichiamo però che gli anticrittogamici, specialmente il rame, hanno effetto anche sul microecosistema positivo presente sulle piante, che si traduce in equilibrio alterato e via libera ai patogeni.
Considerare sicuramente trattamenti integrativi di microrganismi per raggiungere l’ottimo equilibrio ambientale! Negli anni hanno dimostrato risultati interessanti e molto efficaci, oltre che non essere dannosi per la salute e per il consumatore.
Continuate a seguirci, vi terremo informati e aggiornati sulla situazione meteo e con bollettini agronomici per tutta la stagione.
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Ed ecco i nostri consigli per affrontare al meglio le ultime settimane prima della raccolta, ricordiamoci e teniamo bene a mente che le piante hanno subito mesi di forte stress per le alte temperature sopportate, in molte zone sono state danneggiate da grandine e altri eventi meteorici e il rischio di subire forti attacchi di Botritys cinerea e marciumi acidi è più che reale!
il nostro prodotto di riferimento è Antimyc, un prodotto naturale in grado di ristabilire l’equilibrio della microflora sulla vegetazione, rendendo le piante forti e vigorose nel periodo di insorgenza di botrite e marciume.
Antimyc, non è dannoso ne per l’ambiente ne tantomeno per la salute; Antimyc non influisce con i processi fermentativi, questo è il grande vantaggio del lavoro sulla salute della pianta!
L’elevato contenuto di microrganismi specifici è in grado di riequilibrare sia la microflora fogliare che radicale stimolando lo sviluppo vegetativo.
Sull’apparato fogliare e sui frutti è presente naturalmente una microflora fungina e batterica, condizioni climatiche avverse o scompensi nutrizionali possono squilibrare questa microflora favorendo l’insorgenza di patologie fungine e batteriche, quali la proliferazione della Botritys Cinerea o marciumi acidi.
In maniera del tutto naturale si prevengono gli stress dovuti ad agenti biotici.
Abbiamo lavorato molto su questo prodotto che è in commercio ormai da 15 anni e oltre agli eccellenti e ripetuti risultati in campo abbiamo ottenuto importanti conferme sulla qualità delle fermentazioni dopo il suo utilizzo.
Antimyc aiuta la pianta a superare i problemi dovuti ai marciumi, ristabilisce l’equilibrio microbiologico delle uve.
Nelle fermentazioni sperimentali la forte riduzione di microrganismi inquinanti ha permesso una importante riduzione dell’uso di SO2, rendendo il processo fermentativo più sicuro e a più basso impatto.
Un nostro tecnico ti risponderà nel più breve tempo possibile
]]>Normalmente le piante regolano l’evapotraspirazione e l’equilibrio idrico tramite la regolazione della traspirazione fogliare e regolando il flusso di liquidi verso le foglie.
Le acquaporine sono le mediatrici del flusso idraulico vegetale (Vande- leur et al., 2009) insieme alle caratteristiche anatomiche dei vasi conduttori (Lovi- solo et al., 2010) regolano il trasporto dei liquidi verso le foglie, per poi trovare gli stomi che, in base alla conduttanza stomatica regolata dagli ormoni e dalla superficie fogliare, sono responsabili della traspirazione all’esterno (Schultz, 2003).
Quando la pianta comincia a percepire una situazione di stress, attiva una serie di meccanismi che regolano quanto descritto prima per limitare al massimo il movimento di liquidi verso le foglie e la traspirazione attraverso gli stomi, chiudendoli, alcune varietà però in realtà non ci riescono del tutto, gli stomi vanno in crisi e rimangono aperti invece che chiudersi con il risultato opposto a quello necessario.
Inoltre, le condizioni particolari in cui ci troviamo in tutto il mediterraneo hanno permesso sino ad oggi di avere una situazione di leggero stress idrico che induceva un’accumulo delle sostanze di difesa nelle bacche, casualmente a noi comode in quanto sostanze aromatiche, fenoliche etc. Purtroppo i dati degli ultimi anni indicano che ci stiamo allontanando dalle condizione perfette per cui il mediterraneo è famoso e lo stress estivo è sempre più un problema, tanto da compromettere la produzione nelle zone scarse di acque.
Sono molti gli studi che hanno individuato le reazioni biochimiche di difesa nella vite che nel nostro caso è anche estremamente reattiva ai così detti induttori che stimolano queste reazioni e migliorano la capacità di risposta e di difesa.
Gli idrolizzati proteici si sono dimostrati estremamente efficaci nello stimolare le difese verso stress abiotici come il caldo estremo, la mancanza di acqua e anche le gelate, dove il nostro ProTech ha quest’anno cambiato le sorti a molti vigneti, altrimenti in crisi nera dopo le recenti gelate di fine aprile!
Dopo i trattamenti con ProTech le piante hanno sempre mostrato uno stato idrico migliore rispetto ai testimoni, soprattutto nelle ore più calde quando la situazione è critica, dimostrando grande efficacia nella regolazione stomatica.
Gli idrolizzati hanno inoltre dimostrato di stimolare la regolazione anche su varietà considerate anisoidriche o semianisodriche (varietà che in condizioni normali continuano a traspirare durante le condizioni di stress) rendendo il loro utilizzo molto interessante anche negli anni di minore stress (dove queste varietà soffrono sempre).
ProTech è in grado di stimolare la pianta a superare lo stress e tornare in una situazione di normalità, non subendo più la forte pressione del calore e riprendendo la normale attività metabolica. Le piante trattate riprendono rapidamente turgidità fogliare, colore e attività vegetativa, invece che interrompere maturazione dei frutti e l’attività di differenziazione delle gemme, scongiurando perdite ulteriori di produzione!

Applicazione di ProTech in Maremma Toscana, importante risposta delle piante agli stress idrici dopo l’uso di ProTech, vegetazione molto più vigorosa e sintomi da stress non presenti rispetto ai filari testimone a fianco.
Un nostro tecnico ti risponderà nel più breve tempo possibile
I nostri biostimolanti e le nostre tecnologie sono utilizzate con successo dalle migliori aziende Italiane, da Montalcino al Chianti, da Montepulciano all’Empolese fino alla Maremma e tutta la costa Toscana.
ProTech ha una composizione amminoacidica specifica per l’induzione di resistenza agli stress abiotici, è un idrolizzato proteico di origine vegetale di elevatissima qualità. Protech aiuta la pianta a regolare il flusso stomatico e ottimizzare l’evapotraspirazione cellulare, in presenza di scompensi di temperatura (freddo o caldo) e in casi di siccità o sofferenza idrica permette alle piante di superare la crisi e di ottimizzare le energie per riportare la vegetazione in equilibrio!ProTech è ammesso anche in agricoltura BIOLOGICA, qui la scheda tecnica
]]>Quindi un colpo di coda primaverile con temperature di nuovo intorno ai 24°C e rischio Peronospora alto, fino ad ora latitante in questo 2017 caldo e secco. Ma quali sono i risvolti di questo rapido cambiamento? La già citata Peronospora è lì che aspetta, come ogni anno, le giuste condizioni per i suoi metabolismi, ma non tutto il male vien per nuocere ed ecco che un po’ d’acqua non guasterebbe in quella che è già considerata un’annata di secca da record.
In previsione di questi eventi si consiglia sicuramente di trattare almeno con un biostimolante tipo Activo Rame.
Continuare a tenere gli occhi aperti per Oidio e Tignoletta è importante e fondamentale, poiché fino ad oggi ci sono state le condizioni perfette sopratutto per Oidio che in questa fase fenologica della vite arreca danni ingenti alla produzione.
Stiamo ricevendo segnalazioni in molte zone della Toscana di attacchi di Oidio, si ricorda che anche se non è piovuto fino ad oggi, le precipitazioni sono determinanti solo per lo sviluppo della Peronospora, mentre Oidio ha uno sviluppo totalmente diverso e legato ad altri parametri, peraltro presenti ormai da diversi giorni!
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