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Peronospora della vite, conoscerla per difendersi.

Germogliamento avvenuto in tutto il territorio nazionale, temperature minime intorno ai 10 gradi e maltempo diffuso, inizio di stagione all’insegna del rischio pernospora?

Vediamo cosa sono e come evitare le infezioni primarie, parleremo in dettaglio di peronospora e di come affrontarla al meglio, conoscendola a fondo!

Cos’è la peronospora, conoscere il patogeno per affrontare la stagione

La peronospora è una patologia della vite causata dal fungo Plasmopara viticola, molto presente in natura e molto presente negli ambienti di vigneto.

In annate molto piovose e umide la peronospora può causare danni ingenti come la parziale o totale perdita della produzione e la compromissione della produzione successiva.

Il fungo si attiva in presenza di acqua, pertanto giornate prevalentemente soleggiate e ventilate, con poca o assente bagnatura fogliare, scongiurano l’insorgenza della patologia.

Per poter ottimizzare la difesa da questo fungo patogeno occorre comprenderne a pieno il ciclo vitale e le modalità di infezione. La conoscenza permette di ottimizzare i trattamenti di difesa con conseguente notevole risparmio economico e risultato produttivo.

Sintomatologia

Tutti gli organi erbacei della vite sono suscettibili alla patologia

→ Pagina superiore delle foglie: macchie decolorate traslucide anche estese dai contorni regolari, giallastre nella maggior parte dei casi, rossastre in alcune varietà a bacca rossa, note come macchie d’olio. Con il tempo queste macchie tendono ad imbrunirsi e necrotizzare.

→ Pagina inferiore delle foglie: in corrispondenza delle macchie d’olio sulla pagina superiore, si possono formare efflorescenze biancastre.

→ Su foglie vecchie: al posto delle macchie d’olio possono formarsi macchie più piccole di forma poligonale delimitate dalle nervature, così dette macchie di peronospora a mosaico.

→ Sui tralci: specialmente in prossima dei nodi, in condizioni particolarmente favorevoli al fungo; i sintomi consistono in aree prima idropiche, poi livide e successivamente necrotiche. Spesso si originano spaccature longitudinali. Le infezioni sui tralci ne causano un accrescimento unilaterale, determinando la tipica crescita piegata ad “S” o ad uncino.

→ Sui grappoli: l’infezione può avvenire direttamente o indirettamente. Sulle infiorescenze e subito prima dell’allegagione, può mostrare gli stessi sintomi dei tralci (macchie livide, ipertrofie e piegature ad “S” o ad uncino). Queste deformazioni sono dovute principalmente ad infezioni primarie del fungo (causate dalle spore svernanti rimaste sui tralci e sulle gemme dall’anno prima). Successivamente i grappoli possono essere colpiti dal fungo come le altre parti erbacee e mostrare sintomi quali fruttificazioni biancastre o opalescenza.

→ Sui grappoli più vecchi: l’infezione si manifesta anche senza fruttificazioni, rimanendo attiva dentro gli acini e determinandone una colorazione brunastra con conseguente perdita di turgore e avvizzimento (peronospora larvata).

Quando si verificano le infezioni?

Lo sviluppo di questa patologia è fortemente legato alla presenza di determinati parametri meteo che per ottenere un buon risultato con la difesa bisogna conoscere e valutare di volta in volta durante la stagione. Un buon tecnico agronomico è in grado di valutare rapidamente la necessità del trattamento in base ai dati meteo e alla conoscenza dello stadio fenologico della vite.

Il sistema empirico più semplice da valutare è la “regola dei 3 dieci” (10 cm di lunghezza dei tralci, 10 mm di pioggia nelle precedenti 24h e 10 gradi di temperatura minima) che può aiutare ad individuare il periodo di incubazione dell’infezione primaria.

Bisogna poi tenere a mente che con ogni pioggia successiva si ripresenta il rischio di infezioni secondarie.

Considerando la permanenza del prodotto di copertura utilizzato e combinandolo con le piogge determinanti rischio di infezioni secondarie si calcola di volta in volta il momento del trattamento.

Se si è in regime biologico e si utilizza soltanto rame, bisogna tenere di conto che piogge di 25-30mm dilavano quasi totalmente i sali di rame, azzerando la copertura.

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