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Primavera instabile, rischio gelate. Ecco come difendersi

Per tutta la primavera si alternano giorni con temperature vicine ai 20 gradi ad improvvise incursioni di aria fredda, situazione alquanto complicata e rischiosa per i nuovi germogli.

Quali rischi stiamo correndo?

I modelli meteo (ECMWF) mostrano perturbazioni atlantiche  che porteranno aria fredda su tutta la penisola, con abbassamento di temperature anche di 10 gradi nella media.

La perturbazione potrebbe peggiorare nei giorni subito successivi con l’arrivo di ulteriore aria fredda dal nord, portando pioggia e gelo per ancora qualche giorno.

Quali sono i rischi per le piante?

La risposta non è semplice ne scontata, e dipende soprattutto dalla resistenza specifica di ogni varietà. Partiamo proprio dal concetto di resistenza agli stress abiotici, in particolare per gli stress dovuti alle temperature.

Prendiamo ad esempio quello che è successo intorno al 20 aprile 2017, in poche ore le temperare sono calate rapidamente fino ad scendere di diversi gradi centigradi sotto lo zero. L’abbassamento repentino non ha permesso alle piante di reagire in tempo e questo fattore ha causato i danni tristemente noti, portando a perdite produttive vicine al 40% (media nazionale).

I danni più gravi in caso di congelamento avvengono a livello cellulare ed extra cellulare. Il congelamento causa uno stress molto simile a quello da siccità, poiché l’acqua, che si trova nello spazio extra cellulare, meno ricca di sali e proteine tende a congelare causando un differenziale osmotico importante e la cellula di conseguenza perde acqua.

Cosa può determinare quindi la resistenza a questo fenomeno?

→ La composizione delle membrane (maggiore presenza di acidi grassi insaturi determina temperature di solidificazione più basse e quindi maggiore resistenza)

→ la quantità di elettroliti, modificando il potenziale

→ La qualità delle proteine PR, fra queste ne esistono di specifiche che fungono da anticongelante.

Nel 2019 ci sarà rischio? Le previsioni indicate nel primo paragrafo indicano un rischio reale, le piante hanno avuto un assaggio di primavera e stanno germogliando, un incursione repentina di aria gelida non può che determinare rischio.

Cosa possiamo fare per sfruttare i meccanismi naturali di resistenza?

Un sistema che si è rivelato molto efficace e che ha salvato numerosi impianti anche nel 2017, è stato quello di indurre una condizione di resistenza nella pianta in previsione di forte e repentino abbassamento delle temperature, ma come si può fare?

In natura, la pianta regola l’espressione genica a seconda dei diversi stimoli esterni ai quali reagisce, sfruttando ormoni e mRNA, in base a cosa le succede intorno si attivano dei recettori e di conseguenza delle sequenze dormienti (o meno) che codificano per proteine specifiche, modificando la composizione del citoplasma e delle membrane. Questo processo naturalmente ha tempistiche molto variabili.

La nostra soluzione si chiama idrolizzati proteici che hanno l’effetto di stimolazione di questi processi, con rapidità e grande efficacia.

Nel 2017 abbiamo avuto modo di testare il nostro ProTech (Idrolizzato proteico) nei giorni di gelate, verificando la sua grande efficacia superiore a quella delle alghe. I peptidi con dimensioni e taglio molecolare specifici presenti in ProTech hanno dimostrato di stimolare i processi di resistenza molto rapidamente e con grande efficacia.

In molti casi è stato sufficiente trattare poche ore prima della prevista gelata e le piante hanno resistito al freddo dimostrando una grande ed importante risposta.

Non solo, abbiamo osservato che su piante danneggiate (non completamente secche, ovviamente) c’è stata una decisa risposta metabolica che ha ristabilito la normalità quasi totale, scongiurando il disseccamento dei germogli.

Inoltre, ProTech, grazie al pool variegato e unico di peptidi, agisce su molti metabolismi, rendendo la pianta pronta ad una importante serie di stress. Le piante trattate sono risultate più resistenti dei testimoni anche alle condizioni successive di siccità e carenza idrica. In minima parte il prodotto ha anche aiutato per gli stress biotici, anche se per quelli esistono prodotti specifici molto più efficaci, sempre sfruttando meccanismi di resistenza indotta.

protech sul freddo

Nell’immagine in alto si può vedere una pianta giovane che ha subito danni da gelo e, a fianco, la risposta dopo il trattamento con ProTech. Ovviamente i tessuti danneggiati, ma non completamente compromessi sono rimasti circoscritti e le parti ancora vitali sono rimaste attive. La pianta non ha continuato il processo di disseccamento dovuto ai danni subiti.

Questo ha permesso la normale prosecuzione della vegetazione non compromettendo la produzione, le foglie troppo danneggiate sono poi state sostituite rapidamente.

Con nostra gradita sorpresa, chi ha utilizzato ProTech anche a seguito di un disseccamento diffuso e disteso del vigneto sui nuovi germogli di seconda gemma, ha ottenuto una perfetta maturazione del legno con regolare agostatura e nessun problema sulla potatura invernale nonostante il mese di ritardo sulla stagione dovuto alla gelata.

Il nostro consiglio è quello di intervenire preventivamente o anche tenere sempre a disposizione prodotto in caso di previsioni di rischio.

 

Se vuoi maggiori informazioni sul prodotto, dove trovarlo o come funziona, puoi cliccare sul link per la scheda tecnica per leggere più informazioni o contattarci per parlare con un tecnico (oppure chiamaci al +39 (0577) 979149 ).

 

I professionisti con i quali collaboriamo sono a disposizione per assistere i produttori di tutta Italia,  cliccando qui di seguito è possibile richiedere informazioni sui servizi e prodotti descritti.

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